El Niño punta all'inverno 2026: modelli sempre più convinti su evento forte
Probabilità all'88% entro fine anno. Sotto il Pacifico si accumula il calore che potrebbe riscrivere i record globali
Redazione La Voce Digitale
El Niño sta arrivando, e stavolta i modelli climatici sono d'accordo. Secondo le ultime previsioni del Climate Prediction Center della NOAA e dell'IRI della Columbia University, la probabilità di condizioni El Niño entro la fine del 2026 è salita all'88-94%. Il picco è atteso tra l'autunno e l'inverno. La domanda non è più se arriverà, ma quanto sarà forte.
Il calore nascosto stoto il Pacifico
A guidare questa accelerazione è un vasto serbatoio di acqua calda tra i 100 e i 300 metri di profondità lungo il Pacifico equatoriale. Questo calore, accumulato per mesi, ha iniziato a risalire verso la superficie nelle ultime settimane, spinto dai venti occidentali equatoriali che amplificano il trasferimento delle masse d'acqua calda verso est.
La stima centrale dei modelli, secondo un'analisi di Carbon Brief, parla di un'anomalia di 2.2°C entro settembre — un valore che ci metterebbe in pieno territorio da "super El Niño". La probabilità di un evento di questa portata è stimata attorno al 20-25%. Non è una certezza, ma nemmeno un'ipotesi remota.
Cosa significa per il clima globale
Un El Niño forte ridistribuisce le carte del clima planetario. Gli effetti più diretti: siccità prolungate in Indonesia, Australia e Africa australe; piogge intense e inondazioni in Perù, Ecuador e nel sud degli Stati Uniti; alterazione dei monsoni asiatici e della stagione degli uragani atlantici.
Per l'Europa e il Mediterraneo gli effetti sono meno lineari, ma non assenti. El Niño modifica la circolazione atmosferica su larga scala, influenzando la posizione del jet stream e quindi le ondate di caldo, i periodi di siccità e l'intensità delle perturbazioni che raggiungono l'Italia. La primavera 2026 ne ha già dato un assaggio: temperature sopra la media al Centro-Sud, con punte anomale in Liguria, e contemporaneamente piogge intense al Nord.
Perché questa volta è diverso
Quello che rende questo potenziale El Niño particolarmente rilevante è il contesto. Arriviamo da anni consecutivi di temperature globali record, con oceani che hanno già assorbito quantità di calore senza precedenti. Un super El Niño che si innesta su questa base potrebbe spingere il 2026 a diventare il secondo anno più caldo mai registrato. Non è allarmismo — è quello che dicono i dati dell'ECMWF e della WMO. La differenza tra prepararsi e farsi sorprendere sta tutta nella capacità di leggere i segnali. E i segnali, in questo momento, sono piuttosto chiari.