Veneto, stato di emergenza regionale dopo grandine e raffiche a 116 km/h
Il presidente Stefani firma il decreto. Colpite Verona, Treviso, Vicenza e Venezia. Attivati 8 Centri Operativi Comunali
Redazione La Voce Digitale
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha firmato il 13 maggio 2026 il decreto che dichiara lo stato di emergenza regionale, dopo i fenomeni atmosferici che hanno colpito quattro province tra l'11 e il 12 maggio.
Cosa è successo
Tra domenica e lunedì il Veneto è stato attraversato da supercelle temporalesche con violente grandinate e raffiche di vento eccezionali. Il picco si è registrato a Salizzole (Verona): 116 km/h. Gli interventi dei Vigili del Fuoco hanno superato i 60, soprattutto per alberi caduti e tetti scoperchiati. Otto Centri Operativi Comunali (COC) sono stati attivati per coordinare le emergenze locali.
Le aree colpite
Nel veronese: Verona, Bevilacqua, Villafranca di Verona, Salizzole e San Martino Buon Albergo. Nel trevigiano: Villorba. Nella Città Metropolitana di Venezia: Teglio Veneto. Nel vicentino: Lonigo. Danni diffusi a coltivazioni, infrastrutture e viabilità.
Cosa significa lo stato di emergenza regionale
La dichiarazione consente alla Regione di attivare procedure rapide per stanziare fondi, ottenere risorse straordinarie dalla Protezione Civile e avviare interventi di ripristino senza le tempistiche ordinarie. È un atto autonomo della Regione, distinto dallo stato di emergenza nazionale che richiede invece una delibera del Consiglio dei Ministri.
L'allerta continua
L'ARPAV ha mantenuto un'allerta meteo nei giorni successivi: il rischio di nuove supercelle resta alto fino a sabato, con possibili nubifragi localmente intensi. Il settore più esposto resta l'agricoltura: una sola grandinata può azzerare in pochi minuti mesi di lavoro su frutteti e vigneti, particolarmente vulnerabili a metà maggio.