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Fondo pensione, dal 1 luglio scatta il silenzio-assenso TFR

Fondo pensione, dal 1 luglio scatta il silenzio-assenso TFR

Per i neoassunti del settore privato i 6 mesi diventano 60 giorni. Chi non sceglie cede il TFR alla previdenza complementare. Online il portale pubblico di simulazione.

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Redazione La Voce Digitale

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Dal 1 luglio 2026 cambia il modo in cui il TFR dei nuovi assunti del settore privato finisce nei fondi pensione. La Legge di Bilancio ha rafforzato il meccanismo del silenzio-assenso: i sei mesi tradizionali per scegliere se mantenere la liquidazione in azienda o farla confluire nella previdenza complementare diventano 60 giorni. E l'opzione di default, in caso di mancata scelta, si ribalta: chi non decide finisce automaticamente nel fondo pensione di categoria.

Cosa cambia per i neoassunti

Per i lavoratori assunti nel privato a partire dal 1 luglio, l'iter cambia radicalmente. Al momento dell'assunzione il datore di lavoro deve consegnare le informazioni sui fondi pensione collegati al contratto collettivo applicato. Da quel momento, il lavoratore ha sessanta giorni per comunicare la propria scelta: mantenere il TFR in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS per le imprese sopra 50 dipendenti) oppure aderire al fondo pensione di categoria.

Se nessuna scelta arriva entro la scadenza, scatta automaticamente l'adesione al fondo pensione previsto dal contratto. La grande novita' rispetto al passato e' che la scelta diventa irreversibile per la quota maturanda: chi finisce nel fondo per silenzio-assenso non puo' piu' tornare indietro e richiedere la liquidazione in azienda per il futuro.

Perche' il governo ha cambiato regola

L'obiettivo dichiarato e' aumentare l'adesione alla previdenza complementare, che in Italia resta sotto la media europea. Secondo i dati della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, meno di un lavoratore su tre del settore privato e' iscritto a un fondo pensione, con valori particolarmente bassi tra i giovani e le donne. Lo Stato considera questa lacuna un problema sistemico: la pensione obbligatoria, da sola, garantira' un assegno sempre piu' basso rispetto all'ultimo stipendio per le generazioni in ingresso nel mercato del lavoro.

Il presidente della COVIP ha annunciato un periodo transitorio di approccio "collaborativo e tollerante" sui nuovi adempimenti durante il primo anno di applicazione, per dare tempo a datori di lavoro e fondi di adeguare procedure e comunicazioni. Le linee guida operative saranno pubblicate sul portale dell'Autorita' nelle prossime settimane.

Nuove prestazioni: capitale fino al 60%

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La riforma non interessa solo l'ingresso, ma anche l'uscita. Dal 1 luglio aumenta dal 50% al 60% la quota del montante accumulato che si puo' riscuotere in forma di capitale alla pensione, anziche' come rendita vitalizia. Una novita' significativa per chi preferisce avere una somma liquida disponibile, magari per spese impreviste, integrazione di reddito o lasciti familiari.

Si ampliano anche le forme di rendita disponibili. Oltre alla rendita vitalizia classica (che paga fino al decesso), gli iscritti possono scegliere tre nuove tipologie a durata predefinita: rendite di 10, 15 o 20 anni, dopo le quali il versamento si interrompe. Una struttura piu' flessibile, pensata per adattarsi a esigenze personali diverse, dall'integrazione di alcune fasi della pensione obbligatoria alla copertura di un periodo specifico.

Il portale pubblico per simulare la pensione

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In parallelo alla riforma, il Ministero del Lavoro ha lanciato dal 20 maggio 2026 un portale pubblico dedicato alla previdenza complementare. La piattaforma permette di simulare il futuro previdenziale combinando pensione pubblica e contributi al fondo pensione, e offre informazioni operative sulla nuova procedura del silenzio-assenso. Il 16 giugno il portale ha aggiunto una sezione di FAQ specifiche per i neoassunti, in vista del 1 luglio.

Lo strumento risponde a un problema diffuso: secondo i sondaggi citati nei comunicati ufficiali, meno della meta' degli italiani sa esattamente cosa sia un fondo pensione e quale rendita possa attendersi alla fine della carriera. La simulazione, gratuita e accessibile tramite SPID o CIE, fornisce stime indicative ma utili per fare confronti fra le opzioni disponibili.

Cosa fare se sei un neoassunto

Per chi inizia un nuovo lavoro dopo il 1 luglio, alcuni passaggi pratici aiutano a non lasciare la decisione al caso. Primo, esaminare i materiali informativi consegnati dal datore di lavoro sui fondi pensione collegati al contratto. Secondo, confrontare il fondo di categoria con eventuali fondi aperti o piani individuali pensionistici (PIP) offerti dal mercato, valutando costi di gestione, rendimenti storici e tipologie di gestione disponibili.

Terzo, decidere entro i 60 giorni. La scelta attiva esplicita (anche per restare in azienda) e' reversibile sui flussi futuri; quella per inerzia non lo e'. Per chi non si sente sicuro, restano disponibili la consulenza dei CAF, dei sindacati di categoria e dei propri commercialisti, oltre al simulatore pubblico del Ministero del Lavoro.

Redazione La Voce Digitale

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