Gatto investito a San Severo: la Polizia dice "fate da soli"
Una volontaria denuncia: nessun soccorso pubblico, ferita durante il recupero dell'animale
Il 5 maggio, ore 14:30, San Severo. Un gatto viene investio da un'auto e resta a teraa, ferito grvaemente. La volontaria Chiara M. chiama la Polizia Locale. La risposta: "Provveda autonomamente". Fine della conversazione.
Quello che la legge dice (e che la Polizia ignora)
L'articolo 189 comma 9-bis del Codice della Strada, modificato dalla Legge 120/2010, è chiaro: chi investe un animale d'affezione ha l'obbligo di fermarsi e assicurare un tempestivo intervento di soccorso. Chi non lo fa rischia una sanzione da 422 a 1.694 euro. Se l'animale muore per omissione di soccorso, si configura il reato di uccisione di animali (art. 544-bis del Codice Penale, da 4 mesi a 2 anni di reclusione).
La Polizia Locale, se contattata, ha l'obbligo di attivarsi o di coinvolgere il servizio veterinario ASL, che per legge deve garantire reperibilita' anche notturna e festiva. Dire "fate da soli" non è solo scorretto — è contrario alla norma.
Il soccorso lo fanno i cittadini
Chiara M. ha dovuto organizzare una catena di aiuti spontanei. Il gatto, nascosto tra i cespugli, terrorizzato e aggressivo per il dolore, è stato recuperato dopo una mobilitazione di privati. Durante il recupero la stessa volontaria si è ferita. L'animale è stato trasportato da un veterinario fuori San Severo — perché in città nessuna struttura pubblica era disponibile.
Non è la prima volta. La Gazzetta di San Severo già nel 2025 segnalava l'inerzia delle autorità locali sulle emergenze animali. Il pattern è sempre lo stesso: cittadini che si attivano, istituzioni che si defilano, leggi che restano sulla carta. A San Severo come in decine di altri comuni italiani, il soccorso animale funziona solo grazie a chi non aspetta il permesso per fare la cosa giusta.