Anthropic ha distrutto milioni di libri: il problema è un altro
Comprati, tagliati, scansionati e buttati per addestrare l'AI. Ma un giudice ha stabilito che questo era legale. Il conto da 1,5 miliardi di dollari è arrivato per una cosa diversa.
La notizia ha un che di orwelliano: per costruire la propria intelligenza artificiale, Anthropic ha comprato milioni di libri di carta, ne ha tagliato le rilegature, li ha scansionati e ha buttato via gli originali. Un documento interno citato negli atti giudiziari descriveva senza giri di parole un progetto per 'scansionare in modo distruttivo tutti i libri del mondo'. L'immagine dei volumi fatti a pezzi indigna, comprensibilmente. Ma la parte più importante di questa storia è un'altra, e ribalta l'istinto della prima reazione.
Cosa è successo davvero
Andiamo con ordine. Anthropic, l'azienda che sviluppa l'assistente Claude, ha seguito due strade diverse per procurarsi i testi. La prima: acquistare grandi quantità di libri stampati, distruggerli per digitalizzarli rapidamente e usarli per addestrare i modelli. La seconda, molto più problematica: scaricare da biblioteche pirata online oltre 7 milioni di libri protetti da copyright, senza pagare nulla.
La distruzione fisica dei volumi colpisce l'immaginario, ma dal punto di vista legale conta poco: se compri un libro, quel libro è tuo, e sei libero di tagliarlo o buttarlo. Il vero nodo giuridico non era il taglierino, ma il modo in cui una parte enorme di quel materiale era stata ottenuta.
La linea che ha tracciato il giudice
Nel giugno 2025 il giudice federale William Alsup ha messo un punto fermo che vale per tutta l'industria. Addestrare un'AI su libri acquistati legalmente, ha stabilito, è un uso 'quintessenzialmente trasformativo' e quindi rientra nel fair use, il principio che consente certi usi di opere protette senza chiedere permesso. Anche averli distrutti dopo la scansione non cambia il verdetto. Ma scaricare e conservare copie piratate, ha aggiunto, non è fair use: è violazione, punto.
Da qui il conto. Per chiudere la causa prima del processo, Anthropic ha accettato un accordo da 1,5 miliardi di dollari, la più grande transazione per copyright della storia americana, con un risarcimento di circa 3.000 dollari per ciascuna delle 500.000 opere coinvolte. Un tribunale ne ha dato approvazione definitiva nel 2026. E quei miliardi non sono stati pagati per i libri distrutti: sono stati pagati per quelli piratati.
Perché conta per tutta l'industria
↗ Claude Fable 5 disattivato: il governo USA blocca anche Mythos 5
Ecco il punto che i titoli sul 'massacro di libri' fanno perdere. La sentenza manda un doppio segnale a chi costruisce AI. Primo: addestrare i modelli sui testi, di per sé, può essere legale, perché trasforma le opere in qualcosa di nuovo e non le rivende. Secondo, e decisivo: conta come ti procuri i dati. Comprare è lecito, rubare no. La battaglia sul copyright e l'AI si sposta così dal 'si può addestrare sui libri?', a cui i giudici americani per ora rispondono di sì, al 'come sono stati ottenuti quei libri?', dove si gioca davvero tutto.
Resta il disagio culturale, ed è legittimo: mandare al macero milioni di volumi per darli in pasto a una macchina ha qualcosa di stridente, anche quando è perfettamente legale. Ma è un disagio etico ed ecologico, non giudiziario. Il messaggio pratico per l'intera industria è cristallino: la scorciatoia delle biblioteche pirata è chiusa, e la prossima frontiera dei dati di addestramento sono le licenze e gli acquisti tracciabili. Costa di più, ma è l'unica strada che regge in tribunale.