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Cineca, phishing per il test di Medicina: denunciata 21enne

Cineca, phishing per il test di Medicina: denunciata 21enne

La studentessa si fingeva dirigente del ministero per ottenere in anticipo i quiz. Indagine della Procura di Bologna.

3 min di lettura

di Lorenzo Baccini

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Una studentessa di 21 anni è stata denunciata dalla Polizia Postale per aver tentato di sottrarre in anticipo le domande del test di ammissione a Medicina. La giovane, domiciliata a Roma e iscritta a un corso universitario diverso da Medicina, ha inviato email di phishing al Cineca di Casalecchio di Reno, nel Bolognese, fingendosi dirigente del Ministero dell'Università e della Ricerca. L'attacco è stato intercettato e bloccato prima che potesse andare a buon fine.

Come funzionava la truffa

L'idea era ingenua nella forma e pericolosa nella sostanza. La 21enne ha costruito caselle di posta che imitavano gli indirizzi istituzionali del ministero. Da lì ha scritto al Cineca chiedendo di anticipare il materiale del test, sostenendo di averne bisogno per ragioni di servizio. Il consorzio interuniversitario, che ogni anno prepara i plichi delle prove di ammissione a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, ha riconosciuto l'anomalia e ha allertato gli inquirenti.

Le indagini sono state condotte dal Centro Operativo Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale dell'Emilia-Romagna, sotto il coordinamento della Procura di Bologna. Gli investigatori hanno ricostruito la provenienza delle email e hanno ottenuto un decreto di perquisizione, eseguito al domicilio romano della studentessa.

I reati contestati

Alla 21enne vengono contestati due reati: sostituzione di persona e accesso abusivo a sistema informatico nella forma tentata. Il primo punisce chi assume l'identità di un'altra persona per ottenere un vantaggio; il secondo colpisce chi cerca di entrare senza autorizzazione in un sistema protetto. Nessun dato è stato compromesso: la richiesta è stata bloccata a monte dal personale del Cineca.

Il caso si inserisce in un filone di indagine più ampio. A gennaio la Procura aveva già aperto un fascicolo sui tentativi di truffa e sulle fake news legate al nuovo semestre filtro di Medicina. La pressione attorno alle prove di ammissione è altissima: ogni anno decine di migliaia di studenti contendono pochi posti, e il numero di tentativi di manipolazione cresce.

Cineca, il bersaglio

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Il Cineca è un consorzio interuniversitario nato nel 1967 a Bologna. Oggi riunisce 70 atenei italiani, il Ministero dell'Istruzione e del Merito e il Ministero dell'Università e della Ricerca, insieme a 46 istituzioni pubbliche. Gestisce uno dei più potenti centri di supercalcolo in Europa, ma per il grande pubblico è noto soprattutto per il ruolo nei test di ammissione: predispone i quiz, li distribuisce agli atenei e calcola i punteggi.

Proprio questa centralita' lo rende un bersaglio appetibile. Chi vuole alterare l'esito di un test deve passare per Cineca. Il consorzio dispone di un'infrastruttura di sicurezza informatica robusta, ma l'episodio mostra che la pressione sociale attorno alla selezione di Medicina spinge alcuni candidati a tentare strade illegali, anche le più rozze.

Perché il phishing funziona ancora

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Il caso non è tecnicamente sofisticato. Nessun exploit, nessun codice malevolo. Una email che imita un mittente fidato, scritta con tono istituzionale. Eppure il phishing resta la prima causa di violazione dei sistemi informatici al mondo, secondo i rapporti annuali delle principali agenzie di cybersicurezza. Bastano un dominio simile, un linguaggio credibile e un destinatario distratto.

Nel caso del Cineca il filtro umano ha funzionato: qualcuno ha letto la mail, ha sospettato e ha segnalato. È la difesa più banale e la più efficace. La studentessa rischia ora una condanna penale e l'interdizione dai pubblici concorsi. La lezione vale anche per chi siede dall'altra parte della cattedra: nessun sistema regge se la cultura della verifica viene meno.

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