Copilot non funziona su WhatsApp: colpa non è solo di Meta
Dal 15 gennaio 2026 i chatbot AI di terze parti sono vietati su WhatsApp ovunque Meta non sia obbligata per legge a permetterli, e l'Italia è tra i paesi dove lo sarebbe.
Da gennaio chi scrive a Copilot su WhatsApp riceve solo un errore di connessione, o il contatto non risponde affatto. Non è un guasto passeggero: dal 15 gennaio 2026 WhatsApp vieta ai chatbot AI generalisti di terze parti l'uso della sua piattaforma business, e Microsoft ha ritirato Copilot da lì. La stessa sorte è toccata a ChatGPT.
La spiegazione che gira online si ferma qui: "Meta ha bandito i concorrenti". È vera solo a metà, e la parte che manca è quella che conta per chi vive in Italia.
Cosa dicono davvero i termini di WhatsApp
Nei Termini di servizio aggiornati il 15 gennaio 2026, WhatsApp definisce "AI Provider" chi offre assistenti AI generalisti: modelli linguistici, piattaforme generative, chatbot come Copilot o ChatGPT. La regola dice che questi provider possono restare sulla piattaforma solo nei paesi dove Meta è obbligata per legge a permetterlo. Altrove l'accesso è vietato, punto.
Uno di quei paesi è l'Italia: la documentazione ufficiale per sviluppatori di Meta la include tra i mercati dove l'azienda è legalmente tenuta a permettere l'accesso agli AI Provider, insieme al resto dell'Unione Europea. È lì che dal 16 febbraio 2026 Meta ha iniziato a far pagare ai provider AI ogni messaggio inviato a un utente italiano - una data diversa da quella usata per il resto dell'UE (11 marzo), segno di un calcolo fatto paese per paese. Fino al 12 maggio, poi dal 13 maggio 2026 quella tariffa è stata azzerata per tutta l'area UE, verosimilmente per gli obblighi di interoperabilità che il Digital Markets Act impone alle piattaforme gatekeeper (Meta non lo scrive in modo esplicito, ma la coincidenza con i paesi UE non è casuale).
Non è un'eccezione improvvisata: Meta ha costruito un'intera categoria di fatturazione dedicata, con un codice interno proprio (AI_BOT nelle analytics, general_purpose_ai nei webhook) che separa il traffico dei chatbot da quello di un normale servizio clienti. È infrastruttura pensata per durare, non una toppa temporanea.
Perché non c'è nemmeno qui, dove sarebbe permesso
Se in Italia l'accesso è legalmente permesso e oggi è anche gratuito per chi lo offre, la sparizione di Copilot da WhatsApp non si spiega con le regole di Meta. Si spiega con una scelta di Microsoft: mantenere un canale a parte, autenticato in modo diverso dal resto di Copilot e utile solo in una parte del mondo, evidentemente non valeva lo sforzo. Meglio chiudere ovunque, anche dove la porta era rimasta socchiusa.
È la stessa mossa fatta da OpenAI con ChatGPT, secondo la ricostruzione di TechCrunch e ripresa in Italia da ANSA: nessuna delle due aziende ha provato a restare nei mercati dove la legge lo avrebbe permesso. Il Brasile ha seguito una strada diversa e più conflittuale, con l'autorità antitrust locale che a gennaio ha ordinato a Meta di sospendere il divieto: un negoziato ancora aperto, che riguarda un solo paese e non cambia il quadro europeo.
Cosa usare al posto di WhatsApp
↗ Microsoft Perception: AI agentica anti-hacker legata al cloud
Copilot funziona come sempre sull'app per iOS e Android, sul web e su Windows. Chi aveva conversazioni salvate su WhatsApp le ha perse: l'accesso lì non era legato a un account Microsoft, quindi non c'era nulla da sincronizzare quando il numero è stato disattivato.
Chi ha ancora in rubrica il vecchio contatto Copilot (+1 877-224-1042) e riceve solo l'errore di connessione non ha un problema da risolvere: aggiornare l'app di WhatsApp, cambiare le impostazioni locali o salvare di nuovo il numero, i consigli che circolano nei forum di supporto, non serve a nulla perché il contatto è stato dismesso lato Microsoft. La pagina di supporto che un tempo spiegava come aggiungerlo oggi reindirizza alla home generica del sito: la cancellazione non è un'ipotesi, è già successa nella documentazione stessa.