Account Google inattivo: cosa cancella e dopo quanto
Due anni senza usarlo e Google può eliminare tutto. Ma le foto hanno una regola in più, che scatta anche sugli account attivi: due anni con lo spazio pieno.
Google considera inattivo un account che non viene usato per due anni, e sui conti inattivi si riserva di cancellare tutto: l'account, le attività e i dati che contiene. La regola è in vigore da dicembre 2023 e restare attivi è banale. Ma ce n'è una seconda, che quasi nessuno conosce, e colpisce anche chi l'account lo usa tutti i giorni.
Cosa conta come attività
Praticamente tutto. Google elenca leggere o inviare una email, usare Drive, guardare un video su YouTube, scaricare un'app, fare una ricerca. Basta una di queste cose, una volta ogni due anni, e il conto è vivo.
Detto così sembra impossibile finirci dentro, e per l'account che usi davvero lo è. Il problema riguarda gli altri: il vecchio indirizzo del liceo, quello aperto per un servizio provato una volta, quello di un familiare che non c'è più. Sono quelli che spariscono, e dentro ci sono spesso le foto.
Le foto seguono una regola diversa, ed è quella che sorprende
Qui sta il punto che nelle cronache non si legge. Google Foto ha una condizione sua, e ne bastano due, alternative fra loro.
La prima è la stessa dell'account: due anni senza usare Google Foto e i contenuti possono essere eliminati. La seconda no: due anni sopra il limite di spazio, e i contenuti possono essere eliminati lo stesso. Non conta che l'account sia attivo, che tu legga la posta ogni mattina, che paghi altri servizi. Conta che lo spazio sia pieno e resti pieno.
E lo spazio è condiviso: i 15 GB gratuiti stanno insieme fra Gmail, Drive e Foto. Riempirli è facile, e chi li riempie di solito smette di ricevere i backup e tira avanti così, senza sapere che il contatore dei due anni è partito.
Un dettaglio che rende il conto più stretto di quanto sembri: dal 1° giugno 2021 anche le foto caricate in qualità ridotta occupano spazio. Quelle di prima no, restano fuori dal conteggio. Se hai smesso di guardare quel numero nel 2020, la tua idea di quanto sei pieno è vecchia di cinque anni.
Il segnale che lo spazio è finito lo vedi prima di qualsiasi avviso: i backup smettono di partire e le foto nuove restano solo sul telefono. È il momento in cui conviene guardare il numero, non archiviarlo come un fastidio. Si controlla da one.google.com oppure, dentro Google Foto, dal menu del profilo alla voce dello spazio di archiviazione: lì si vede quanto occupano separatamente Gmail, Drive e Foto, ed è quasi sempre una delle tre a essersi mangiata tutto.
Quanto tempo hai davvero
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Google non cancella di sorpresa. Prima dell'eliminazione avvisa almeno tre mesi prima, via email all'indirizzo dell'account e a quello di recupero, se ne hai impostato uno.
Poi c'è un secondo cuscinetto: i contenuti finiscono nel cestino e restano lì trenta giorni prima di sparire davvero. In quella finestra si recuperano.
L'indirizzo di recupero è la parte su cui conviene spendere due minuti adesso. Se l'avviso arriva solo sull'account che non guardi da tre anni, è come non averlo mandato.
Chi non rischia niente
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Alcune condizioni tengono vivo l'account anche senza usarlo. Google elenca gli acquisti attivi, i saldi residui su carte regalo, le app con transazioni in corso, la gestione di un account Family Link per un minore e i contenuti digitali acquistati.
Fuori da questi casi la regola vale, e vale anche per gli account che non apri più ma a cui tieni.
La cosa utile da fare non è ricordarsi di accedere ogni due anni: è controllare lo spazio, perché quella è la trappola che scatta senza inattività. Se sei vicino ai 15 GB, o liberi qualcosa o il contatore parte comunque. E se hai un vecchio account con dentro foto che non vuoi perdere, la cosa sensata è scaricarle adesso da Google Takeout e tenerne una copia tua, invece di fidarsi di un promemoria fra ventitré mesi.