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Power bank non si carica: 3 cause, una non è un guasto

Power bank e cavi USB (Markus Winkler / Pexels)

Power bank non si carica: 3 cause, una non è un guasto

Auricolari e anelli smart possono restare scarichi con la batteria piena: è la soglia di corrente minima che i produttori raramente spiegano.

3 min di lettura

di Lorenzo Baccini

#power bank#batterie al litio#accessori tech#trickle charge
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Il power bank non si carica: lo colleghi e non succede niente, oppure carica il telefono ma rifiuta gli auricolari. La causa quasi mai è quella che pensi. Dietro la stessa frase ci sono almeno tre spiegazioni diverse, e solo una è davvero un guasto.

Il dispositivo assorbe troppo poco: la soglia di corrente minima

Gli auricolari true wireless, gli anelli smart e i braccialetti fitness hanno batterie minuscole e assorbono pochissima corrente. Per molti power bank è un problema: se il carico scende sotto una soglia minima, il circuito interno smette di riconoscere il dispositivo collegato e interrompe l'erogazione. Anker, uno dei marchi più diffusi, lo scrive nella sua pagina di assistenza: la batteria richiede che il dispositivo collegato assorba almeno 30-90 mA per continuare a funzionare. Sotto quella soglia, il power bank si comporta come se non ci fosse nulla collegato, anche con la custodia di un paio di auricolari appoggiata sopra.

La modalità pensata per questi casi si chiama Trickle Charging Mode, riservata a earbuds, Bluetooth earphones e smart wearable rings, come li chiama Anker. Sui modelli compatibili si attiva con una doppia pressione del tasto di accensione, eroga meno di 0,5 A e si spegne da sola dopo due ore: non è pensata per restare attiva sempre. Scollegando il dispositivo, un residuo di 0,1 W può comunque uscire per due minuti, il tempo di completare la ricarica. Non tutti i power bank Anker la supportano, va controllato nella scheda del modello specifico, e la maggior parte degli altri marchi non offre nulla di equivalente. La pagina di assistenza di INIU, fra i marchi più cercati insieme al problema non si carica, non nomina mai questa soglia: il dispositivo piccolo, semplicemente, resta escluso.

La batteria è rimasta scarica troppo a lungo

Un power bank dimenticato in un cassetto per mesi può non accendersi più, ed è un problema diverso dal primo. Le celle agli ioni di litio hanno un circuito di protezione che le stacca del tutto quando la tensione scende tra 2,2 e 2,9 volt per cella, per evitare danni da scarica eccessiva. Battery University, la risorsa didattica sponsorizzata da Cadex Electronics, azienda canadese che produce analizzatori di batterie, la chiama sleep mode.

Uscirne richiede un caricatore intelligente con una funzione di boost, che invia una piccola corrente e verifica se la tensione risale entro un minuto: se non risale, la cella va scartata. Un normale caricatore da muro non esegue questo test, e non è detto che le ore attaccato alla presa bastino a farlo ripartire. Se poi la batteria è rimasta sotto 1,5 volt per cella per una settimana o più, Battery University sconsiglia esplicitamente di forzarla: possono essersi formati filamenti di rame interni che portano a un corto circuito, parziale o totale.

Il guasto vero: cavo, adattatore, porta

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Escluse le prime due, resta la spiegazione più banale, ed è anche la più comune quando è il power bank stesso a non ricaricarsi, non a caricare un dispositivo. INIU, prima di parlare di sostituzione, chiede di controllare tre cose: un alimentatore da 9 V/2 A o superiore, un cavo diverso, una presa diversa. Se dopo aver cambiato tutti e tre il power bank resta muto, e non è rimasto scarico per mesi, il guasto è quasi certamente reale.

La distinzione conta perché la soluzione è opposta. Un power bank che rifiuta gli auricolari sta funzionando come previsto: si cambia dispositivo di test o si cerca un modello con la modalità a basso amperaggio, non si porta in assistenza. Uno rimasto scarico per settimane va maneggiato con attenzione, non forzato con qualunque caricatore capiti in casa. Solo quello che resiste a cavi, adattatori e prese diverse, senza aver dormito per mesi, è davvero da buttare.

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