Rinfrescare casa in estate: cosa conviene davvero (e cosa no)
Ventilatore, deumidificatore o condizionatore? Tra la mossa giusta e quella sbagliata, in bolletta, ballano decine di euro al mese. I consumi a confronto e la scala dal gratis al caro.
Casa bollente e voglia di fresco immediato. Prima di sparare il condizionatore a 18 gradi o di correre a comprare l'ennesimo ventilatore, però, conviene sapere due cose che quasi nessuna lista di 'trucchi' dice: cosa raffredda davvero l'ambiente e quanto ti costa ognuna di queste soluzioni. Perché tra il gesto giusto e quello sbagliato, in bolletta, ci sono decine di euro al mese.
Ventilatore contro condizionatore: i numeri
Partiamo dai consumi, perché è lì che si vede tutto. Un ventilatore assorbe tra i 20 e i 100 watt, in media una cinquantina: acceso otto ore al giorno costa meno di 5 euro al mese. Un condizionatore, a seconda della potenza, sta tra i 900 e i 3.500 watt: consuma dalle 10 alle 30 volte di più, e può pesare decine di euro sulla bolletta estiva.
Ma attenzione, perché i due apparecchi non fanno la stessa cosa. Il ventilatore non raffredda l'aria: raffredda te, muovendo l'aria sulla pelle e favorendo l'evaporazione del sudore. La stanza resta alla stessa temperatura. Ne discende la regola d'oro che quasi tutti ignorano: un ventilatore acceso in una stanza vuota non serve a niente, spreca solo corrente. Spegnilo quando esci. Il condizionatore, invece, abbassa davvero la temperatura dell'ambiente, ma è proprio per questo che costa tanto.
Il vero nemico è l'umidità
C'è un errore di fondo nell'estate italiana: combattere i gradi invece dell'umidità. Spesso non è il caldo secco a rendere l'aria irrespirabile, ma l'afa, cioè l'umidità alta che impedisce al sudore di evaporare. E qui c'è una scorciatoia energetica che pochi sfruttano: togliere umidità costa molto meno che raffreddare.
Usare il condizionatore in modalità deumidificatore, l'icona a goccia, consuma all'incirca la metà rispetto al raffrescamento pieno, intorno ai 0,15 euro l'ora. Riducendo l'afa, 27 o 28 gradi diventano vivibili senza dover portare la stanza a 22. In mezzo c'è anche il raffrescatore evaporativo, che raffredda con l'acqua e consuma poco: dà refrigerio reale, ma rende meno proprio quando l'aria è già molto umida. La regola pratica: prima abbassa l'umidità, poi semmai la temperatura.
La scala del raffrescamento, dal gratis al caro
↗ Ventilatore o condizionatore? Il rischio vero è la manutenzione
Messo tutto in fila, ecco l'ordine intelligente in cui affrontare il caldo, dal costo zero in su. Gratis: la ventilazione incrociata di notte e all'alba, quando fuori fa più fresco che dentro. Apri finestre su lati opposti e crea corrente: fai uscire il caldo accumulato e raffreddi muri e pavimenti, che poi mantengono l'ambiente fresco più a lungo. Sempre gratis, e decisivo, schermare il sole di giorno con tapparelle e tende esterne, così il caldo non entra nemmeno.
Pochi centesimi: il ventilatore, ma solo quando sei nella stanza. Abbinato al condizionatore, ti permette di alzare il termostato di due o tre gradi a parità di comfort, tagliando i consumi. Economico: il deumidificatore. Caro, da usare con la testa: il condizionatore, tenuto attorno ai 26 gradi e mai a 18, che non raffredda più in fretta ma spende molto di più. In quest'ordine, la casa fresca costa una frazione di quello che paghi accendendo tutto a caso.