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Condizionatore: l'errore sull'unità esterna che alza i consumi

Condizionatore: l'errore sull'unità esterna che alza i consumi

Piante, teli e fioriere davanti al motore sul balcone possono far salire la bolletta fino al 25%. Ma c'è un paradosso: l'ombra a distanza conviene, l'ostruzione attaccata alle griglie no.

3 min di lettura

di Lorenzo Baccini

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C'è un gesto che sembra innocuo e invece pesa sulla bolletta: sistemare piante, teli o mobiletti davanti all'unità esterna del condizionatore, quella scatola metallica sul balcone che ronza d'estate. Non è una questione estetica, è fisica. Quell'unità ha un solo compito: buttare fuori il calore che il climatizzatore toglie dalla stanza. Se le tappi la strada, il calore fa fatica a uscire, il compressore si sfianca e i consumi salgono, in alcuni casi fino al 25%. Ma la storia ha un risvolto controintuitivo che quasi nessuno spiega.

Perché l'unità esterna va lasciata respirare

Dentro quella scatola c'è uno scambiatore di calore attraversato da una ventola: aspira aria, la fa passare tra sottili alette metalliche e la ributta fuori più calda. È così che il condizionatore si libera del caldo di casa tua. Se un ostacolo blocca il flusso d'aria, che sia una pianta appoggiata alla griglia, un telo o una fioriera troppo vicina, quell'aria calda ristagna e viene in parte riaspirata. Il risultato: la temperatura di lavoro sale, la pressione nel circuito aumenta e il compressore deve spingere di più per ottenere lo stesso freddo.

Quanto costa? Gli impianti con il flusso d'aria ostacolato arrivano a consumare tra l'8% e il 25% in più, a seconda di quanto è chiusa la strada. Su una spesa estiva di raffrescamento intorno ai 150 euro, una stima prudente per un monosplit acceso qualche ora al giorno, significa buttare via dai 12 ai quasi 40 euro ogni estate, solo per una fioriera messa nel punto sbagliato. A peggiorare le cose ci sono le alette stesse: polline, foglie e polvere le intasano nel tempo, con lo stesso effetto di un'ostruzione. La regola pratica è lasciare almeno 50-60 cm liberi davanti e attorno all'unità, e ripulire le alette una volta a stagione.

Il paradosso: l'ombra fa bene, l'ostruzione fa male

Ed ecco il punto che la semplice dritta 'niente piante' si perde. Il sole diretto sull'unità esterna, soprattutto nelle ore centrali, la scalda e le fa consumare di più: tenerla all'ombra aiuta lo scambio di calore e riduce lo sforzo del compressore. Quindi l'ombra è un'alleata. Il problema non è l'ombra in sé: è l'ostruzione del flusso d'aria.

La stessa pianta può fare bene o male a seconda di dove la metti. Un arbusto o una tenda che fanno ombra a distanza, senza toccare le griglie e senza chiudere il passaggio dell'aria, abbassano i consumi. La stessa pianta appiccicata al fianco dell'unità, che soffoca la ventola, li fa salire. Tutto si gioca su pochi centimetri e su un principio semplice: schermare il sole sì, tappare l'aria no. Se vuoi ombreggiare, usa una tettoia o una pergola ben distanziata, mai un telo appoggiato sopra o una siepe attaccata alla carrozzeria.

Il condizionatore è spesso l'elettrodomestico che pesa di più sulla bolletta estiva, e qui c'è un margine di risparmio che non costa nulla: basta spostare due vasi e dare aria all'unità esterna. Controlla lo spazio libero attorno, pulisci le alette a inizio stagione e, se puoi, riparala dal sole di mezzogiorno senza soffocarla. Sono cinque minuti di attenzione che, estate dopo estate, restano nel portafoglio.

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