Mogol: multa di 50mila euro per testi offensivi nei brani
Il caso di Lazise (Verona): regolamento del 2013 vieta musica 'contro la morale'. Alberto Fortis e Rumatera contro, petizione in corso.
Redazione La Voce Digitale
Mogol propone una multa da 50mila euro per chi diffonde testi musicali 'contro la morale'. La proposta arriva mentre scoppia una polemica su un regolamento comunale di Lazise, sul Lago di Garda, che vieta gia' dal 2013 la musica considerata offensiva. Artisti come Alberto Fortis e il gruppo Rumatera si schierano contro. Una petizione online raccoglie firme.
La proposta di Mogol
Giulio Rapetti Mogol, fra gli autori piu' importanti della canzone italiana del Novecento, ha rilanciato l'idea di una sanzione economica forte. La frase chiave: 'I testi contro la morale possono esistere, la musica no'. Distingue cioe' tra la libera espressione del compositore e la responsabilita' di chi mette in circolazione contenuti che offendono persone, donne in particolare. La cifra: 50mila euro. 'L'unico modo per chiudere definitivamente la discussione', secondo Mogol.
La presa di posizione arriva nel contesto del dibattito esploso intorno a Tony Effe e ad altri artisti del trap italiano accusati di testi sessisti. Mogol non e' nuovo a questo terreno: da anni difende la dignita' dei contenuti musicali come elemento di responsabilita' civile.
Il regolamento di Lazise
A Lazise, comune di poco piu' di settemila abitanti sulla sponda veronese del Garda, un articolo del regolamento comunale degli intrattenimenti musicali e' tornato alla ribalta nel maggio 2026. Il testo, approvato nell'aprile 2013, vieta 'musica o frasi che possano offendere la morale, il sentimento religioso, la Costituzione o l'ordine pubblico'. La formulazione e' ampia, le sanzioni amministrative previste arrivano fino a 500 euro.
Le critiche sono partite dal consiglio comunale di Lazise stesso. 'Allucinante, cancellate quella regola', e' la richiesta dei consiglieri di opposizione. Il problema, sostengono, e' la discrezionalita': cosa significa esattamente 'contro la morale'? Chi decide? Con quella formulazione, secondo i critici, anche 'Bocca di Rosa' di Fabrizio De Andre', le canzoni di Vasco Rossi o di Lucio Dalla potrebbero teoricamente essere vietate dal palco di una festa di paese.
La reazione degli artisti
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Alberto Fortis ha difeso il principio della liberta' di espressione: 'L'arte e' liberta''. Ha pero' aggiunto un distinguo: serve buon senso quando i contenuti circolano sui social network e possono promuovere violenza. Una posizione intermedia, non assolutista.
I Rumatera, gruppo punk veneto, sono stati piu' netti. Giorgio Gozzo, frontman, ha definito il regolamento 'ridicolo e opprimente'. L'accusa al Comune e' di sprecare energie su temi secondari rispetto ai problemi reali della cittadina turistica.
Una petizione online ha raccolto in sei giorni 57 firme verificate. I promotori richiamano principi costituzionali sulla satira e la critica come elementi integrali della democrazia.
Censura o responsabilita'
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Il caso Lazise riporta in superficie una tensione antica nel dibattito culturale italiano. Da un lato la liberta' di espressione, principio costituzionale (articolo 21). Dall'altro la richiesta di limiti quando il contenuto urta sensibilita' diffuse o promuove comportamenti dannosi. Mogol pende verso il secondo polo, gli artisti coinvolti verso il primo.
Il problema concreto e' di tecnica giuridica: una norma ampia come 'contro la morale' e' impossibile da applicare in modo uniforme. Diventa strumento nelle mani di chi la interpreta. E quando si tratta di amministrazioni comunali, le interpretazioni cambiano da sindaco a sindaco. Per questo le critiche al regolamento di Lazise non sono tanto al merito della questione (testi offensivi si o no), quanto allo strumento giuridico: un'ordinanza locale con clausole indeterminate, che potrebbe colpire la canzone d'autore quanto il trap piu' provocatorio.
La proposta di Mogol da 50mila euro avrebbe lo stesso problema, amplificato. Chi decide cosa e' offensivo? Una commissione? Un giudice? Una sanzione automatica? Senza una definizione precisa, il rischio e' un effetto di autocensura preventiva da parte degli artisti, esattamente l'opposto di cio' che la liberta' di espressione dovrebbe garantire.
Redazione La Voce Digitale