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Lefebvriani, e' scisma: consacrati 4 vescovi senza il Papa

Lefebvriani, e' scisma: consacrati 4 vescovi senza il Papa

La Fraternita' San Pio X ordina quattro vescovi a Econe ignorando l'appello di Leone XIV. Scatta la scomunica automatica. Una frattura che ricalca quella del 1988.

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Redazione La Voce Digitale

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La frattura si e' consumata a Econe, in Svizzera. Il 1 luglio 2026 la Fraternita' Sacerdotale San Pio X, il movimento dei cosiddetti lefebvriani, ha consacrato quattro nuovi vescovi senza il mandato pontificio, ignorando l'appello di Leone XIV a fermarsi. Il gesto fa scattare la scomunica automatica per chi ordina e chi viene ordinato, e formalizza un nuovo scisma nella Chiesa cattolica: il primo dopo quello storico del 1988.

Cosa e' successo a Econe

Nel seminario svizzero di Econe, culla del tradizionalismo cattolico, sono stati consacrati vescovi quattro sacerdoti della Fraternita': Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier, i cui nomi erano stati resi noti il 26 maggio. La cerimonia si e' svolta nonostante gli espliciti avvertimenti di Roma.

Per il diritto canonico, consacrare un vescovo senza l'autorizzazione del Papa e' uno degli atti piu' gravi: comporta la scomunica latae sententiae, cioe' automatica e immediata, che colpisce sia il consacrante sia i consacrati. Non serve un provvedimento formale: l'atto stesso produce la sanzione. La Fraternita', dal canto suo, rivendica la scelta come necessaria "per salvare la Chiesa", sostenendo che le consacrazioni siano legittimate da uno "stato di necessita'".

L'appello inascoltato di Leone XIV

Il pontefice aveva tentato fino all'ultimo di evitare la rottura. In una lettera aperta del 29 giugno, indirizzata al superiore generale della Fraternita', Leone XIV aveva riconosciuto ai lefebvriani "l'attaccamento alla vita liturgica", la serieta' della formazione sacerdotale e lo zelo apostolico. Ma li aveva invitati fermamente a fare marcia indietro: "Tornate sui vostri passi, possiamo parlare", e aveva chiesto di non "lacerare la tunica di Cristo".

Il richiamo si e' rivelato inutile. Gia' il 13 maggio il cardinale Victor Manuel Fernandez, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, aveva dichiarato che le ordinazioni annunciate non avrebbero avuto il mandato papale e sarebbero state "un atto scismatico". La linea del Vaticano era chiara da settimane, ma la Fraternita' ha scelto comunque di procedere.

Chi sono i lefebvriani

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La Fraternita' Sacerdotale San Pio X e' stata fondata il 1 novembre 1970 dall'arcivescovo francese Marcel Lefebvre, in aperto dissenso con le riforme del Concilio Vaticano II. Il movimento contesta alcuni pilastri del cattolicesimo post-conciliare: la liberta' religiosa, l'ecumenismo, il dialogo interreligioso e soprattutto la riforma liturgica, rivendicando la messa tridentina in latino come unica forma autentica.

Per i lefebvriani il Concilio Vaticano II (1962-1965) ha introdotto ambiguita' e rotture dottrinali con la tradizione. Per Roma, invece, il Concilio e' parte integrante del magistero della Chiesa e non puo' essere trattato come un incidente da archiviare. E' su questo punto, piu' che sulla liturgia, che il dialogo si e' sempre arenato.

Il precedente del 1988

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La storia si ripete. Nel 1988 lo stesso Lefebvre consacro' quattro vescovi senza il permesso di Giovanni Paolo II, provocando la prima grande rottura e la scomunica. Quelle scomuniche furono revocate nel 2009 da Benedetto XVI, nel tentativo di riavvicinare la Fraternita' a Roma. Un percorso di dialogo che era proseguito, fra alti e bassi, per oltre un decennio.

Le trattative non sono mai giunte a una piena riconciliazione. La questione dottrinale sul Concilio e il nodo dell'obbedienza alla Santa Sede sono rimasti irrisolti. Le consacrazioni del 2026 azzerano quel percorso e riportano la situazione al punto di massima tensione, se non oltre.

Cosa succede ora

Con lo scisma formalizzato, la Fraternita' si colloca di fatto fuori dalla piena comunione con la Chiesa cattolica. I fedeli che frequentano le sue cappelle si trovano in una posizione canonica ambigua: i sacramenti amministrati dai lefebvriani sono validi ma illeciti, secondo la valutazione di Roma. Una condizione che pesa soprattutto sui laici, spesso ignari delle complesse implicazioni canoniche.

Sullo sfondo, alcuni osservatori leggono nella vicenda anche una dimensione politico-culturale: parte del tradizionalismo cattolico si e' saldata negli ultimi anni con ambienti conservatori e sovranisti, in particolare negli Stati Uniti, in un asse ideologico contro le aperture del cattolicesimo contemporaneo. Per Leone XIV, eletto da poco, la gestione dello scisma diventa uno dei primi grandi banchi di prova del pontificato.

Redazione La Voce Digitale

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