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Terremoto Venezuela, Farnesina cerca gli italiani dispersi

Terremoto Venezuela, Farnesina cerca gli italiani dispersi

Due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 a 39 secondi di distanza. Almeno 188 morti, 25mila dispersi. Una vittima italo-venezuelana confermata. Tajani: "Possibili connazionali intrappolati".

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Redazione La Voce Digitale

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L'Unita' di Crisi della Farnesina e' al lavoro per verificare la sorte degli italiani in Venezuela dopo il terremoto che ha colpito il Paese sudamericano. "Molte segnalazioni di connazionali che non rispondono ai contatti", ha fatto sapere la struttura coordinata dal Ministero degli Esteri. Una prima vittima italo-venezuelana e' gia' stata confermata: si tratta di un uomo nato a Caracas nel 1970, morto nel crollo di un palazzo a La Guaira.

Le scosse: 7.2 e 7.5 a 39 secondi di distanza

Il sisma ha colpito il Venezuela centro-settentrionale con due scosse principali molto ravvicinate: la prima di magnitudo 7.2, seguita 39 secondi dopo da una seconda di magnitudo 7.5. Una sequenza inusuale che ha amplificato i danni: gli edifici gia' compromessi dalla prima scossa sono crollati sotto la seconda, prima che le persone potessero evacuare.

Le aree piu' colpite sono la capitale Caracas, lo Stato di La Guaira sulla costa caraibica e gli Stati di Miranda, Aragua, Carabobo e Falcon. Il governo venezuelano ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Il bilancio provvisorio parla di almeno 188 morti, circa 1.500 feriti e oltre 25.000 dispersi. Lo US Geological Survey, sulla base dei modelli di danno, stima una forbice fra 10.000 e 100.000 vittime totali nei prossimi giorni: una proiezione che dipende dall'efficacia delle operazioni di soccorso nelle prime 72 ore.

La comunita' italiana sotto controllo

In Venezuela vive una delle comunita' italiane piu' grandi del Sudamerica: oltre 140.000 persone, di cui piu' di 65.000 nella sola Caracas. La maggioranza e' composta da discendenti dell'emigrazione italiana del secondo dopoguerra, molti con doppio passaporto. Una concentrazione che rende il rischio di vittime italiane statisticamente elevato.

"L'Unita' di Crisi e' operativa dalla notte e lavora con il consolato e l'ambasciata di Caracas per verificare le condizioni sul posto", ha spiegato Nicola Minasi, capo dell'Unita' di Crisi della Farnesina. La struttura ha attivato una linea telefonica dedicata per le famiglie in Italia che hanno parenti nelle aree colpite e non riescono a contattarli. La Farnesina ha invitato a registrarsi sul portale Viaggiare Sicuri tutti gli italiani temporaneamente in Venezuela.

Le parole di Tajani e la richiesta di aiuto UE

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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato della situazione in una conferenza stampa serale. "Decine di palazzi crollati. Speriamo non ci siano italiani coinvolti, ma considerato l'alto numero di nostri concittadini e di possessori di doppio passaporto, qualcuno potrebbe essere rimasto intrappolato", ha detto. Ha confermato che fra gli italiani regolarmente registrati su Viaggiare Sicuri non risultano per ora vittime accertate, oltre al caso italo-venezuelano gia' segnalato.

L'Italia ha chiesto formalmente l'attivazione del Meccanismo Europeo di Protezione Civile, lo strumento UE che coordina gli aiuti emergenziali fra gli Stati membri. La richiesta consente di mobilitare squadre di soccorso, materiali e capacita' logistica da piu' Paesi europei, evitando duplicazioni. Le prime squadre italiane di Vigili del Fuoco specializzati in soccorso urbano (USAR-IT) sono in stand-by per partire nelle prossime ore.

Il contesto: un Paese fragile gia' prima del sisma

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Il terremoto colpisce un Venezuela gia' segnato da anni di crisi economica e politica. Il regime di Nicolas Maduro fatica a mobilitare risorse di emergenza adeguate, mentre le tensioni con gli Stati Uniti rendono complessa l'accettazione di aiuti internazionali. La comunita' umanitaria si interroga sulla capacita' delle autorita' di gestire una catastrofe di queste dimensioni in modo trasparente.

Per gli italiani in Venezuela, il post-terremoto si sovrappone a problemi strutturali: blackout elettrici, fornitura idrica intermittente, sistema sanitario in difficolta'. Le famiglie italiane in patria seguono le notizie con apprensione, in un contesto dove le comunicazioni telefoniche e via internet sono pesantemente compromesse dalle infrastrutture danneggiate dal sisma.

Cosa fare se hai parenti nelle aree colpite

La Farnesina ha attivato la linea telefonica dell'Unita' di Crisi 24 ore su 24 per i familiari che vogliono segnalare connazionali con cui non riescono a comunicare. Sul portale unitadicrisi.esteri.it e' disponibile anche un modulo online per segnalazioni dettagliate, raccomandato per chi ha informazioni specifiche sulla posizione di parenti dispersi.

I cittadini italiani che si trovano fisicamente in Venezuela e che hanno bisogno di assistenza possono rivolgersi all'Ambasciata d'Italia a Caracas o ai consolati territoriali. Le compagnie aeree principali stanno valutando voli di rimpatrio prioritari, mentre la copertura assicurativa di emergenza dipende dalla specifica polizza sottoscritta prima della partenza.

Redazione La Voce Digitale

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