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Bezzecchi, paura ad Assen: caduta a 200 km/h e addio vetta

Neuwieser from Germany - CC BY-SA 2.0

Bezzecchi, paura ad Assen: caduta a 200 km/h e addio vetta

Brutto incidente alla curva 15 al terzo giro del GP d'Olanda. Esami negativi per il riminese, ma lo zero gli costa la testa del Mondiale, ora a Jorge Martin.

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Redazione La Voce Digitale

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Grande spavento per Marco Bezzecchi al Gran Premio d'Olanda di MotoGP. Il pilota riminese dell'Aprilia e' caduto al terzo giro alla velocissima curva 15 del circuito di Assen, perdendo l'anteriore a circa 200 km/h e rotolando a lungo nella ghiaia. Gli esami medici hanno escluso lesioni, ma lo zero pesa come un macigno: Bezzecchi arrivava ad Assen da leader del Mondiale e ora cede la vetta al compagno di squadra Jorge Martin.

La dinamica della caduta

L'incidente e' arrivato presto, al terzo dei ventisei giri previsti. Bezzecchi, dopo una partenza non perfetta, stava provando a rimontare su Marc Marquez quando ha perso l'avantreno della sua RS-GP alla curva 15, una delle piu' veloci del tracciato olandese. La scivolata, a circa 200 km/h, si e' trasformata in una carambola lunghissima nella via di fuga, terminata vicino al muretto di protezione.

Il pilota e' sempre rimasto cosciente. Soccorso immediatamente dai commissari e trasportato al centro medico del circuito, e' stato poi accompagnato all'ospedale di Groningen per accertamenti approfonditi. La paura, vista la violenza dell'impatto, era altissima.

Esami negativi, rientro in Italia

La buona notizia e' arrivata in serata. Le TAC e gli esami radiologici a cui Bezzecchi e' stato sottoposto sono risultati tutti negativi: nessuna frattura, nessuna lesione interna. Il riminese ha potuto lasciare l'ospedale e rientrare in Italia gia' nella serata di domenica 28 giugno.

Un sospiro di sollievo per Aprilia e per i tifosi italiani, che dopo le immagini della caduta temevano il peggio. La conferma definitiva sulle sue condizioni e sulla presenza al prossimo Gran Premio arrivera' nei giorni successivi, dopo una rivalutazione clinica a freddo.

Il sorpasso in classifica di Martin

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Sul piano sportivo, la caduta ha conseguenze pesanti. Bezzecchi era arrivato in Olanda in testa al campionato, ma lo zero di Assen ha ribaltato la classifica. Jorge Martin, vincitore della volata per il terzo posto e nuovo capoclassifica, sale a 193 punti. Bezzecchi resta secondo a quota 186, a -7 dal compagno di squadra. Terzo Fabio Di Giannantonio a 177, con Ai Ogura che con il successo di Assen risale a 168.

Un capovolgimento che riapre completamente la corsa al titolo. Il duello tutto interno all'Aprilia fra Bezzecchi e Martin si arricchisce di un nuovo capitolo, in una stagione in cui la casa di Noale ha trovato una competitivita' che mancava da anni.

Il trionfo di Ogura e la tripletta Aprilia

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La gara ha avuto un protagonista a sorpresa: Ai Ogura, in sella all'Aprilia del team Trackhouse, ha dominato dall'inizio alla fine. Per il giapponese e' la prima vittoria nella classe regina, e soprattutto il primo successo di un pilota giapponese in MotoGP dopo 22 anni. Un risultato storico che lo proietta tra i possibili outsider per il Mondiale.

Alle sue spalle, una giornata trionfale per Aprilia: Raul Fernandez secondo e Jorge Martin terzo completano una tripletta tutta italiana sul podio di Assen. La Ducati, dominatrice degli ultimi anni, ha dovuto accontentarsi del quarto posto di Di Giannantonio, miglior Desmosedici al traguardo. Marc Marquez, sesto sul traguardo, e' stato poi retrocesso al settimo posto per un taglio alla curva 13. Out anche Pecco Bagnaia, altra giornata da dimenticare per il torinese.

Cosa cambia ora

Il Mondiale entra nella fase calda con un equilibrio nuovo. Aprilia, che fino a poche stagioni fa inseguiva, si ritrova con tre piloti nelle prime posizioni della classifica e una moto capace di vincere su tracciati diversi. Per Bezzecchi la sfida e' duplice: recuperare fisicamente dalla caduta e ritrovare la lucidita' per rimontare i sette punti di svantaggio.

La pausa estiva, ormai vicina, offrira' al riminese il tempo per resettare. Ma il segnale di Assen e' chiaro: la lotta per il titolo 2026 e' apertissima, e per la prima volta da anni passa quasi interamente attraverso le moto di Noale. Una rivoluzione nel paddock che nessuno, a inizio stagione, avrebbe pronosticato.

Redazione La Voce Digitale

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