Auto: Olexandr Topchylo - CC BY-SA 3.0
Rosberg: 'Hamilton merita l'ottavo titolo', e parla di Antonelli
Il campione del mondo 2016 al podcast High Performance: rivalita' con Hamilton, il metodo Schumacher e il retroscena sulla crisi del giovane italiano in Mercedes.
Redazione La Voce Digitale
A dieci anni dal mondiale piu' tirato nella storia recente della Mercedes, Nico Rosberg e' tornato a parlare di tutto. In una lunga intervista al podcast High Performance, il campione del mondo 2016 ha rivisto la rivalita' con Lewis Hamilton, raccontato il rapporto velenoso con Michael Schumacher e svelato un retroscena sulla crisi di Kimi Antonelli nel suo primo anno in Mercedes.
Su Hamilton: "Merita l'ottavo titolo"
La rivalita' con Hamilton, racconta Rosberg, e' stata "vera guerra". "Non c'era un rapporto, non ci parlavamo". A distanza di anni, pero', il giudizio sul britannico, oggi in Ferrari, cambia di tono: "Lewis meriterebbe di vincere l'ottavo titolo. Lo ha rincorso per tutta la carriera ed e' uno dei piu' forti che la Formula 1 abbia mai visto".
Rosberg torna anche su un episodio-simbolo della loro guerra in pista: il Gran Premio di Spagna 2016, a Barcellona. Lui e Hamilton si erano toccati al primo giro, eliminandosi a vicenda davanti agli occhi dell'allora amministratore delegato di Daimler, Dieter Zetsche. Quell'incidente apri' la strada al primo successo in F1 di un diciottenne con la Red Bull: Max Verstappen. Per la Mercedes fu un colpo durissimo, ma fu anche l'episodio che spinse i vertici a lasciar scendere in pista la rivalita' interna senza limiti, fino all'epilogo del Mondiale ad Abu Dhabi.
Schumacher, il compagno che non lo nominava
Sui tre anni come compagno di Michael Schumacher, dal 2010 al 2012, Rosberg ha aperto il sipario. "Per tre anni non ha mai pronunciato il mio nome nelle riunioni di ingegneria. Mi trattava come se non esistessi. Era guerra psicologica". Negli aneddoti raccontati, Schumacher si chiudeva in bagno per non incrociarlo nei corridoi, parcheggiava male per occupargli il posto, prendeva tempo nei briefing tecnici. "Tutto per distruggermi mentalmente".
Rosberg ha riconosciuto pero' che proprio quei tre anni gli hanno costruito la corazza che sarebbe servita contro Hamilton: "Schumacher non si scusava mai. Mi ha insegnato che in pista il rapporto umano e' un lusso che ti puoi permettere solo se vinci".
La crisi Antonelli e i dubbi della Mercedes nel 2025
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Il passaggio piu' commentato dell'intervista riguarda Antonelli. Rosberg ha rivelato che nel corso del 2025, durante la stagione europea, la Mercedes aveva valutato di cambiare pilota in corsa. "Kimi era al limite. La pressione e' arrivata tutta insieme, e per qualche mese il muretto ha pensato sul serio a una sostituzione". Antonelli, debuttante a 18 anni, aveva accumulato errori in qualifica e in gara che pesavano sul bilancio del team.
Il discorso pero' non e' una condanna, anzi. Rosberg ha sottolineato che la traiettoria di Antonelli ricalca in scala diversa anche la sua: pressione alta, rookie season tormentata, riscatto graduale. La stagione 2026 in corso conferma il rovesciamento di prospettiva: il bolognese ha gia' messo in fila quattro vittorie consecutive ed e' al comando del Mondiale piloti con un vantaggio consolidato.
Una voce dentro al paddock
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Rosberg, oggi commentatore e investitore nell'industria dell'auto elettrica, e' diventato negli anni una delle voci piu' ascoltate del paddock. La sua posizione di ex pilota Mercedes, ex compagno di Schumacher e Hamilton e ora cantore della saga Antonelli gli regala uno sguardo che pochi possono offrire. L'intervista al podcast High Performance e' diventata virale nelle ultime ore proprio per questa profondita': non solo retroscena, ma un piccolo manuale di sopravvivenza dentro la pressione della F1.
Il messaggio implicito, alla fine, e' chiaro: il talento conta, ma in Formula 1 vince chi resiste prima ancora di chi va piu' forte. Hamilton, Schumacher e Antonelli, secondo Rosberg, sono tre declinazioni dello stesso principio.
Redazione La Voce Digitale