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AI, USA contro Cina: dove il vantaggio americano è già perso

AI, USA contro Cina: dove il vantaggio americano è già perso

Sui benchmark i modelli statunitensi restano avanti di pochi punti. Ma su download, costi e diffusione i modelli cinesi open source dominano già. E la distillazione apre una falla nei controlli sull'export.

3 min di lettura

di Lorenzo Baccini

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Chi sta vincendo la corsa all'intelligenza artificiale, gli Stati Uniti o la Cina? La domanda torna a ogni nuovo modello, e la risposta onesta è scomoda: dipende da cosa misuri. Sui test di capacità pura, i modelli di punta americani sono ancora davanti, ma solo di pochi punti percentuali. Su tutto il resto, cioè quanto costano, quanto si diffondono e su cosa costruisce davvero il mondo, il vantaggio americano si è assottigliato o è già sparito. E un'inchiesta appena uscita mostra che anche il muro eretto per rallentare Pechino ha una falla strutturale.

Il vantaggio che si sta sgretolando

Partiamo dai numeri, non dalle impressioni. Sui benchmark, a metà 2026 la leadership resta divisa tra i modelli di punta di OpenAI, Google e Anthropic, con i migliori modelli cinesi staccati di percentuali a una cifra sola. È un vantaggio reale, ma sottile e in erosione mese dopo mese.

Il quadro si ribalta quando si guarda alla diffusione. Il modello Qwen di Alibaba ha superato il Llama di Meta come famiglia open source più scaricata al mondo, oltrepassando il miliardo di download. Secondo le stime di settore, a metà 2026 i modelli cinesi a pesi aperti valevano circa il 60% dei token usati su piattaforme come OpenRouter, con quattro dei cinque modelli più usati di origine cinese. E poi c'è il costo: modelli come DeepSeek offrono prestazioni vicine a quelle di frontiera a un prezzo per uso che alcune analisi stimano fino a 50 volte meno delle API americane. In un mercato, chi offre quasi le stesse prestazioni a una frazione del prezzo non arriva secondo: vince.

La falla nei controlli: la distillazione

Qui entra la notizia che ha riacceso il dibattito a Washington. Secondo una revisione di Reuters su oltre 80 tra articoli accademici e brevetti, ricercatori militari cinesi hanno usato gli output di modelli americani, tra cui quelli di OpenAI e Anthropic, per addestrare sistemi di difesa nazionali. In un caso già emerso in passato, istituti legati all'Esercito popolare di liberazione avevano usato il Llama di Meta per costruire uno strumento di AI a fini militari chiamato ChatBIT.

Il metodo si chiama distillazione: invece di costruire da zero un modello di frontiera, cosa che richiede chip avanzatissimi e miliardi di dollari, si addestra un modello piccolo facendogli imparare dalle risposte di uno grande. Non ti serve il modello originale, né i suoi chip: ti bastano i suoi output. Ed è qui che la strategia americana mostra la crepa. Gli Stati Uniti hanno puntato quasi tutto sul controllo dell'hardware, bloccando l'export di chip verso la Cina. Ma la distillazione trasferisce le capacità attraverso il software, non il silicio. Si sta difendendo la collina sbagliata.

La lezione non è che gli Stati Uniti abbiano perso, ma che stanno contando i punti sul tabellone sbagliato. La corsa non si vince con il singolo modello più potente chiuso in un data center: si vince possedendo lo strato economico, aperto e distribuibile su cui tutti gli altri costruiscono. E lì, oggi, lo slancio è cinese. Ogni nuovo giro di restrizioni rischia di spingere il mondo proprio dove Washington non vorrebbe: tra le braccia dei modelli aperti made in China.

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