Chat Control fino al 2028: più contrari che favorevoli, ma passa
Al Parlamento UE la mozione per respingere la proroga prende 314 voti contro 276, ma serviva quota 361. Le chat cifrate end-to-end escono dal perimetro. La partita vera, però, è un'altra.
Il Chat Control sopravvive, e lo fa nel modo più paradossale possibile: con più parlamentari contrari che favorevoli. Il 9 luglio l'Europarlamento ha votato sulla proroga del regime che consente alle piattaforme di scansionare volontariamente i messaggi privati a caccia di materiale di abuso su minori: la mozione per respingerla ha ottenuto 314 voti contro 276, ma in seconda lettura serviva la maggioranza assoluta di 361. Risultato: la maggioranza relativa dice no, la proroga passa lo stesso, fino al 3 aprile 2028. Un esito che fotografa bene il dossier più divisivo della politica digitale europea: nessuno riesce a vincerlo, nessuno riesce a chiuderlo.
Cosa è successo, in ordine
Il regime temporaneo, in vigore dal 2021, permetteva a servizi come Gmail, Outlook e Facebook Messenger di analizzare volontariamente i contenuti degli utenti per individuare materiale pedopornografico noto. A marzo il Parlamento ne aveva rifiutato il rinnovo e la norma era scaduta il 3 aprile. Poi la retromarcia: il 7 luglio l'aula ha approvato una procedura d'urgenza (331 a 304) e due giorni dopo è arrivato il voto che ha rimesso in vigore la scansione volontaria per altri due anni.
Nello stesso passaggio è stato approvato un emendamento decisivo: le comunicazioni protette da crittografia end-to-end sono formalmente fuori dal perimetro. La scansione volontaria non può toccarle.
Cosa cambia per le tue app
Tradotto per chi usa i servizi ogni giorno. Se usi app cifrate end-to-end come WhatsApp e Signal, o le chat segrete di Telegram, i tuoi messaggi restano illeggibili anche per il fornitore: l'emendamento conferma che nessuna scansione li riguarda. Se usi email e messaggi non cifrati (Gmail, Outlook, i DM di molti social), il fornitore può continuare ad analizzarli volontariamente fino al 2028, come accadeva dal 2021. Se carichi file su cloud non cifrati, vale lo stesso principio.
La distinzione che conta è una sola: dove stanno le chiavi. Nei servizi end-to-end le chiavi le hai tu, e la conversazione è tua per costruzione; negli altri le ha il fornitore, e ciò che il fornitore può leggere può anche scansionare. È la lente giusta per giudicare ogni servizio di messaggistica, oggi e quando questa norma cambierà di nuovo.
La partita vera si gioca a settembre
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Questo voto riguarda il Chat Control "1.0", il regime volontario. Il vero campo di battaglia è il regolamento permanente, il CSAR, ancora in trilogo fra Parlamento, Consiglio e Commissione. Il Consiglio ha adottato la propria posizione il 26 novembre 2025, eliminando l'obbligo generalizzato di scansione che la Commissione proponeva dal 2022 e creando un centro UE dedicato. Ma i nodi tecnici restano tutti sul tavolo, a partire dal più pesante: il client-side scanning, cioè l'analisi dei contenuti direttamente sul dispositivo, prima che la cifratura li protegga.
È lì che la promessa dell'end-to-end può essere svuotata senza toccare la crittografia: se il controllo avviene sul telefono, prima dell'invio, le chiavi non servono più a niente. I crittografi lo ripetono da quattro anni, e finora il fronte contrario, Germania in testa, ha tenuto. La prossima sessione sostanziale del trilogo è attesa a settembre.
Un equilibrio che non piace a nessuno
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Il compromesso attuale scontenta tutti, ed è forse l'unico motivo per cui regge. Chi difende la privacy ha ottenuto l'esclusione della crittografia ma ha perso sul rinnovo; chi chiede più strumenti contro gli abusi sui minori ha la proroga ma non l'obbligo di scansione. La tutela dell'infanzia e la riservatezza delle comunicazioni sono entrambe reali, e la tensione fra le due non si risolve con un voto di luglio. Ma una cosa il paradosso dei numeri la dice chiara: una sorveglianza delle comunicazioni private che non trova nemmeno la maggioranza semplice in Parlamento poggia su fondamenta politiche fragilissime. Il 2028 arriverà in fretta.