Previsioni Tech 2026: 7 scommesse
Sette previsioni verificabili su AI, prezzi, smart home e robot, ognuna con la data e la condizione esatta che la renderà giusta o sbagliata. A fine anno, la pagella.
Il 2026 è l'anno in cui la tecnologia di consumo smette di essere un acquisto e diventa un abbonamento. L'hardware costa di più per la crisi delle memorie, l'intelligenza artificiale davvero utile finisce dietro un canone, e il controllo dei dispositivi scivola sul cloud di chi li produce. Non è un'impressione: proviamo a metterla nero su bianco, con le date.
Come funziona questa rubrica
Ogni previsione qui sotto ha tre cose che le frasi a effetto di inizio anno non hanno: una data, una condizione di falsificazione esplicita (cosa deve succedere perché io abbia torto) e l'impegno a tornarci sopra. A fine anno pubblico la pagella: quelle giuste e quelle sbagliate, senza cancellare niente. Una previsione che non si può verificare non è una previsione.
1. Il router dell'operatore non diventerà l'hub della casa smart
Entro il 30 giugno 2027 nessun grande operatore italiano (TIM, Vodafone, WindTre, Iliad) darà ai clienti, come modem di serie, un apparato con Thread Border Router e hub Matter integrati. I box in comodato restano Wi-Fi puri. Per usare i dispositivi Matter-over-Thread continuerai a comprarti a parte un hub (HomePod mini, Nest Hub, SmartThings) o un mesh premium. Meglio così: l'hub della casa non dovrebbe essere un apparato in comodato da restituire quando cambi operatore. Sbaglio se un grande operatore inizia a distribuire di serie un router-hub Matter/Thread certificato entro quella data.
2. Apple non annuncerà un abbonamento dedicato per Siri
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Entro il 31 dicembre 2026 Apple non lancerà né annuncerà un canone solo per Siri o Apple Intelligence. Il nuovo Siri mostrato al WWDC 2026 arriverà come aggiornamento gratuito del sistema in autunno. L'unica leva a pagamento resta quella già attiva: limiti d'uso più alti sulle funzioni cloud sbloccati via iCloud+, non un vero 'Siri Premium'. Un abbonamento AI dedicato, di cui parla solo un report di Bloomberg, slitterà al 2027. Sbaglio se Apple annuncia o mette in vendita, anche solo in beta, un tier a pagamento di Siri distinto dai limiti iCloud+.
3. Su iPhone l'AI locale resta gratis, quella sul cloud diventa un canone
↗ Google Home Speaker con Gemini: ma il vero costo è l'abbonamento
Col rilascio pubblico di iOS 27 (atteso a settembre) le funzioni di Apple Intelligence che girano sui server, a partire dalla generazione di immagini, resteranno con un limite giornaliero: più basso per chi non paga, più alto per gli abbonati iCloud+. Le funzioni che girano sul telefono (strumenti di scrittura, riassunti) restano gratis e senza tetto. È la regola del momento: l'AI locale è gratis, quella di frontiera è un abbonamento travestito. Sbaglio se al lancio le funzioni cloud sono senza limiti per tutti, o se le quote più alte non richiedono un piano iCloud+ a pagamento.
4. La crisi delle memorie non finisce nel 2026
I prezzi delle memorie non toccheranno un picco né scenderanno entro fine anno. Il prezzo della DRAM continuerà a salire nel quarto trimestre, quarto rialzo di fila, e nessuno tra Samsung, SK Hynix e Micron annuncerà un taglio strutturale per inizio 2027. A luglio TrendForce ha già rivisto al rialzo le stime, e capacità produttiva nuova non arriva prima di fine 2027. Tradotto: non un rincaro passeggero da aspettare, ma un pavimento di prezzo più alto per PC, smartphone e console, spesso mascherato da meno RAM e storage allo stesso prezzo. Sbaglio se i prezzi DRAM del quarto trimestre sono piatti o in calo, o se un produttore annuncia un taglio per l'inizio del 2027.
5. Gli agenti AI resteranno più demo che realtà, anche su Alexa+
A fine 2026 Alexa+ in Italia avrà ancora pochissimi partner davvero 'agentici' in italiano, cioè che completano un'azione vera (prenotare, comprare) e non solo annunciata. Oltre a TheFork, attivo da giugno, ne vedremo al massimo altri tre (tipo ProntoPro, WeTaxi, Treatwell). Il grosso delle integrazioni statunitensi, da Uber a Ticketmaster a Expedia, resterà 'in arrivo' o non disponibile da noi. Intanto l'Early Access gratuito chiuderà: la funzione resterà inclusa in Prime o costerà 22,99 euro al mese. Sbaglio se Alexa+ Italia porta davvero online, in italiano, quattro o più nuovi partner oltre a TheFork.
6. L'Europa costringerà Google ad aprire l'assistente su Android
Entro il 31 dicembre 2026 la Commissione europea adotterà almeno una delle due decisioni aperte contro Google il 27 gennaio: quella sull'interoperabilità AI di Android e quella sulla condivisione dei dati di Ricerca. La legge (il DMA) impone una decisione entro sei mesi, cioè il 27 luglio; fine anno lascia mesi di margine. L'obiettivo è aprire ad assistenti rivali come ChatGPT e Claude funzioni oggi riservate a Gemini, dalla parola 'Hey Google' alla scelta dell'assistente predefinito. Sbaglio se a fine anno nessuna delle due decisioni risulta adottata, cioè se restano archiviate, rinviate al 2027 o chiuse solo con impegni volontari.
7. Il robot umanoide non entrerà davvero nelle case nel 2026
Entro il 31 dicembre 2026 il robot umanoide domestico non arriverà nelle case come elettrodomestico autonomo. Il più avanti, il NEO di 1X, ha aperto la fabbrica ad aprile e promette le prime consegne entro l'anno, ma le unità davvero in casa dipenderanno dalla teleoperazione a pagamento (un operatore che guida il robot da remoto, più l'abbonamento da 499 dollari al mese), non da un'autonomia reale: 1X stessa dichiara il 60-70%. Tesla Optimus, Figure e Unitree non saranno in vendita come robot domestici. Sbaglio se 1X consegna il robot a centinaia di clienti paganti con funzionamento prevalentemente autonomo, senza la teleoperazione come modalità dominante.
Il filo che li lega
Sei previsioni su sette raccontano la stessa storia: il valore si sposta dall'oggetto che compri al servizio che paghi ogni mese, e chi controlla il cloud controlla il dispositivo. La settima, l'Europa che forza l'apertura, è l'unica spinta nella direzione opposta. Segnatevi la data: a fine anno torno qui e faccio i conti, comprese le previsioni che avrò sbagliato.