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Termostato smart: quanto costa e chi ha diritto al 65%

Termostato smart: quanto costa e chi ha diritto al 65%

Il prezzo va da 120 a 250 euro, ma lo sconto fiscale del 65% non è per qualunque modello con un'app: la norma tecnica lo lega alle valvole, non al gadget.

3 min di lettura

di Lorenzo Baccini

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Un termostato smart costa tra 120 e 250 euro, il prezzo del solo dispositivo che sostituisce il vecchio termostato a muro o dialoga con la caldaia: Netatmo, tado° e Google Nest stanno tutti in quella fascia, Bticino Smarther2 un po' più in alto se ci sono più zone da gestire. Il motivo per cui la gente lo compra è quasi sempre lo stesso: spegnere il riscaldamento quando in casa non c'è nessuno, non accenderlo da remoto per vezzo. Il conto vero però non si chiude allo scaffale, e la parte che quasi nessuno racconta bene riguarda il fisco.

La differenza fra un acquisto che si ripaga e uno che resta solo un vezzo tecnologico sta in una sigla che non compare su nessuna scatola: UNI EN 215.

Il 65% che non è per qualunque termostato con l'app

In giro si legge spesso che le valvole termostatiche intelligenti danno diritto a una detrazione del 50%. Non è quello che dice la fonte primaria. L'ENEA, l'ente che gestisce le pratiche dell'Ecobonus, mette la percentuale al 65%, ma solo per le valvole termostatiche a bassa inerzia termica: devono avere un tempo di risposta sotto i 40 minuti misurato secondo la norma UNI EN 215, oppure il marchio di conformità CEN che lo attesta da solo.

Questo esclude un caso concreto: un termostato satellite con app che comanda solo la caldaia, senza una valvola certificata su ogni radiatore, non è detto che rientri nel beneficio. E anche quando le valvole ci sono, a certificare che rispettano il requisito non sei tu: serve una dichiarazione del produttore o del fornitore da allegare alla pratica, prima della comunicazione a ENEA. Se il preventivo non la include, va chiesta prima di firmare, non dopo i lavori. Una domanda diretta all'installatore basta a saperlo: le valvole che monti hanno il marchio CEN? Se la risposta è vaga, il 65% resta sulla carta.

Il costo vero in 3 anni

Si parte da 120-250 euro per il termostato, si aggiunge l'eventuale valvola per stanza nei sistemi multizona (15-30 euro l'una), si toglie il 65% se il tecnico conferma il requisito UNI EN 215. Alcuni produttori, tado° in testa, vendono anche un abbonamento facoltativo per funzioni extra come il rilevamento delle finestre aperte: pochi euro al mese, il prezzo esatto si vede solo dentro l'app perché cambia. Netatmo e Google Nest non chiedono nulla oltre l'acquisto per le funzioni base. Prima di firmare, la domanda giusta è un'altra: cosa succede se smetto di pagare l'abbonamento?

Cosa resta acceso se il cloud si ferma

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tado° dichiara nella propria pagina di assistenza che se la connessione a internet si interrompe, il dispositivo continua a seguire l'ultimo programma impostato: il riscaldamento non si spegne. Netatmo lo spiega in modo speculare ma opposto: senza il proprio server, l'app smette di poter riprogrammare il termostato, e resta solo il comando manuale sul dispositivo stesso. Google, per il suo Nest, dedica un'intera pagina di assistenza a cosa fare quando il termostato risulta offline.

Il punto in comune, al netto delle differenze fra marchi, è uno: il riscaldamento in sé non dipende dal cloud del produttore, la sua programmazione sì. Se il servizio va giù per un giorno, la casa resta calda con l'ultima impostazione: a smettere di funzionare è il telefono, non la caldaia.

La domanda giusta prima di comprare non è quale marca scegliere, ma due cose verificabili: le valvole hanno il marchio CEN che sblocca il 65%, e cosa resta acceso se domani il produttore chiude i server. Il resto (colore dell'app, numero di stanze, geofencing) è personalizzazione, non risparmio.

Fonti

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