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VPN non funziona: quando la colpa è di Piracy Shield

VPN non funziona: quando la colpa è di Piracy Shield

Oltre a protocolli bloccati e kill switch, dal 2025 AGCOM può ordinare il blocco anche dei provider VPN esteri

3 min di lettura

di Lorenzo Baccini

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La VPN che si disconnette da sola, non apre un sito o resta bloccata sul caricamento ha quasi sempre una causa tecnica: un protocollo filtrato dall'operatore, un kill switch mal configurato, un server sovraccarico. In Italia, dal 2025, esiste però una quarta causa che le guide internazionali non raccontano: Piracy Shield, il sistema antipirateria dell'AGCOM, può ordinare il blocco dei provider VPN e DNS, anche quando hanno sede all'estero.

Le tre cause tecniche più comuni

Prima di pensare a un blocco, conviene escludere il banale. Il protocollo sbagliato è il primo sospettato: alcune reti aziendali e alcuni operatori mobili filtrano le porte UDP usate da OpenVPN e WireGuard, mentre lasciano passare il TCP sulla porta 443, la stessa dell'HTTPS. Passare a quel protocollo, quando l'app lo permette, risolve buona parte dei casi.

La seconda causa è il kill switch: la funzione che taglia tutto il traffico se la VPN si disconnette per un istante, a volte resta attiva anche a connessione ristabilita, e un sito irraggiungibile sembra un guasto del sito quando invece è la VPN a bloccarlo. La terza causa è più semplice: il server scelto è sovraccarico, oppure il suo indirizzo IP, condiviso da migliaia di utenti, è già finito in una lista nera del sito di destinazione.

La causa italiana: quando è Piracy Shield

Dal 1° agosto 2025 l'AGCOM ha esteso Piracy Shield oltre gli eventi sportivi in diretta, a film, serie TV e contenuti audio, e il provvedimento riguarda esplicitamente anche i "fornitori di servizi VPN, DNS pubblici, motori di ricerca e gestori di infrastrutture internet". Non è una possibilità teorica: la sentenza n. 13201/2026 del TAR del Lazio, pubblicata il 17 luglio 2026, ha respinto i ricorsi di Cloudflare e confermato una sanzione di 14,2 milioni di euro per non essersi conformata al blocco di oltre 15.000 risorse di rete. I giudici hanno chiarito che la legge 93/2023 dà all'AGCOM il potere di ordinare la disabilitazione dei contenuti anche verso i provider VPN, "ovunque residenti e ovunque situati".

La conseguenza pratica è che un indirizzo condiviso da un provider VPN può finire tra quelli oscurati per bloccare un sito pirata, e insieme a lui restano irraggiungibili anche i servizi legittimi che passano dallo stesso nodo. Cloudflare, nella propria difesa pubblica, ha descritto blackout che hanno reso inaccessibili portali istituzionali e siti di ricerca insieme ai contenuti piratati che il blocco voleva colpire: è l'overblocking, e in Italia oggi riguarda anche chi non ha mai cercato una partita in streaming.

La VPN non è illegale, ma non è un lasciapassare

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Usare una VPN in Italia resta legale: la legge 93/2023, che regola Piracy Shield, disciplina i blocchi contro la pirateria e non vieta il possesso o l'uso di una VPN in sé, a differenza di quanto accade in paesi come la Cina. Resta illegale l'uso che se ne fa per accedere a contenuti piratati o eludere un blocco disposto dall'autorità: la VPN nasconde l'indirizzo, non cancella la violazione del diritto d'autore che c'è dietro.

Un test rapido aiuta a capire con quale delle due cause si ha a che fare. Se un sito non si apre con la VPN attiva ma torna raggiungibile passando ai dati mobili senza VPN, il problema è quasi certamente il server o il protocollo. Se invece un sito resta irraggiungibile sia con la VPN sia collegandosi direttamente da rete italiana, ma si apre normalmente da un altro paese, la causa più probabile è un'ingiunzione dinamica applicata a quell'indirizzo, non un guasto della VPN.

La VPN, in Italia, non è più solo una questione di configurazione: è diventata un bersaglio del sistema che insegue la pirateria, e a farne le spese possono essere anche utenti che con lo streaming illegale non c'entrano nulla. Prima di reinstallare l'app o cambiare fornitore, conviene chiedersi se il guasto è tecnico o normativo: sono due problemi diversi, e solo uno si risolve da soli.

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