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Kinski contro Wenders: 'Avevo 13 anni in quella scena nuda'

9EkieraM1 - CC BY-SA 3.0

Kinski contro Wenders: 'Avevo 13 anni in quella scena nuda'

L'attrice chiede di rimuovere la sequenza dal film 'Falso movimento' del 1975. Il regista: 'Oggi non lo rifarei mai'. Annunciata azione legale.

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Redazione La Voce Digitale

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Nastassja Kinski torna a parlare di una ferita aperta da cinquant'anni. L'attrice tedesca, oggi 65 anni, ha chiesto pubblicamente al regista Wim Wenders di rimuovere dal suo film "Falso movimento" (1975) la scena in cui appare seminuda, girata quando aveva 13 anni. La dichiarazione, raccolta dalla Sueddeutsche Zeitung, ha riaperto in Germania un dibattito che intreccia memoria del cinema, MeToo e diritto all'immagine.

La scena al centro della polemica

Nel film, road movie scritto da Peter Handke e diretto da Wenders, Kinski compare in biancheria intima su un letto. Un uomo molto piu' grande si stende su di lei, la schiaffeggia, le accarezza il corpo. Era il 1975 e la futura protagonista di "Paris, Texas" e di "Tess" aveva appena tredici anni: era al suo primo set cinematografico importante.

"Anche se avevo solo 13 anni e non sapevo molto, gia' allora avevo capito che qualcosa non andava", ha raccontato Kinski. L'attrice ha aggiunto di aver chiesto la rimozione della scena per quasi quindici anni, senza ottenere risposta. Ora, dice, e' pronta a portare la questione in tribunale per impedire ulteriori distribuzioni del materiale e ottenere un risarcimento.

La risposta di Wim Wenders

Il regista, premiato di recente ai German Film Awards 2026, ha riconosciuto le proprie responsabilita' con una formula misurata. "Al giovane uomo che ero allora non riesco a fare rimproveri. Ma so che oggi non lo rifarei mai piu'". Wenders ha definito l'episodio "un capitolo difficile" della sua vita professionale, senza pero' impegnarsi su un taglio effettivo della scena dalle copie ancora in distribuzione.

La distinzione e' importante: rimuovere una scena oggi significa intervenire su un'opera entrata da decenni nella storia del cinema tedesco, vincitrice di sei German Film Awards nel 1975 e considerata pietra miliare del Nuovo Cinema Tedesco insieme alle prove dello stesso Wenders, Werner Herzog e Rainer Werner Fassbinder.

Il caso in Germania: censura o tutela?

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I media tedeschi hanno preso posizione. La Sueddeutsche Zeitung ha scritto che non si tratta di censura ne' di liberta' artistica, ma del semplice gesto di togliere "due minuti di pellicola" rispetto all'impatto psicologico subito dalla persona ritratta. Il dibattito si e' allargato alle aule di legge: in Germania la tutela dei minori sui set e' stata rafforzata negli ultimi anni, ma la retroattivita' per opere del passato resta materia incerta.

Nel frattempo Kinski ha annunciato un'azione legale. L'obiettivo non e' solo "Falso movimento", ma stabilire un principio: la persona ritratta, soprattutto se minore al momento della ripresa, conserva un diritto al controllo della propria immagine anche decenni dopo la pubblicazione. Una linea che, se accolta, potrebbe creare un precedente importante anche fuori dai confini tedeschi.

La voce del cinema italiano

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L'eco della polemica e' arrivata in Italia. Cristina Comencini, regista e sceneggiatrice, ha invitato a evitare giudizi sommari. "I film del passato vanno rispettati. Erano parte di un'altra epoca, di un altro codice culturale. Cancellarli o riscriverli oggi non aiuta nessuno: il passato si comprende, non si modifica". Una posizione che attraversa una parte significativa del cinema d'autore italiano, da sempre allergico alle revisioni postume.

La richiesta di Kinski, pero', non punta a riscrivere la storia ma a tutelare un diritto individuale. La differenza, in un'epoca che cerca ancora il proprio equilibrio fra memoria e responsabilita', e' il vero nodo della questione. Se la causa arrivera' davvero in tribunale, sara' la giurisprudenza tedesca a tracciare la linea fra opera d'arte intoccabile e diritto della persona protagonista.

Redazione La Voce Digitale

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