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Bitcoin Depot fallisce: chiusi 9.000 sportelli ATM crypto

Bitcoin Depot fallisce: chiusi 9.000 sportelli ATM crypto

Il piu' grande operatore di sportelli Bitcoin del Nord America si arrende fra class action e leggi anti-truffa. Solo nel 2025 frodi per 388 milioni di dollari.

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Redazione La Voce Digitale

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Il piu' grande operatore di sportelli ATM Bitcoin del Nord America ha chiuso bottega. Bitcoin Depot, che gestiva oltre 9.000 kiosk negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e a Hong Kong, ha presentato istanza di fallimento volontario il 18 maggio 2026, sotto la pressione combinata di class action milionarie e di un'ondata di nuove leggi statali contro le truffe.

Cosa e' successo a Bitcoin Depot

L'azienda georgiana, quotata in Borsa nel 2023, e' entrata in procedura di Chapter 11 e ha staccato la spina alla propria rete di distributori automatici. Nel deposito legale, Bitcoin Depot riconosce che le misure di mitigazione delle frodi imposte dalle autorita' avrebbero ridotto i ricavi 2026 fra il 30 e il 40%, rendendo insostenibile il modello di business.

Non si tratta di ATM in senso bancario: sono dispositivi in cui si depositano contanti per ricevere Bitcoin sul proprio wallet, tipicamente in supermercati, stazioni di servizio e centri commerciali. Bitcoin Depot tratteneva commissioni fino al 50% dell'importo della transazione, una cifra che la causa intentata da una coppia di anziani definisce "predatoria".

Il caso Lacey, simbolo della crisi

Karen e Robert Lacey, coppia di pensionati dell'Oregon, hanno citato Bitcoin Depot davanti al tribunale federale dell'Idaho. La loro storia ricalca il copione classico delle truffe via crypto-ATM. Fra il 9 e il 13 agosto 2025, i due hanno effettuato quattro depositi alle macchine Bitcoin Depot per un totale di 76.000 dollari: due da 25.000 e due da 13.000.

Dall'altro capo del telefono c'erano finti agenti FBI e finti operatori del supporto Norton, che li avevano convinti di un'imminente accusa di pedopornografia e gioco d'azzardo illegale collegata ai loro conti. Per renderli piu' credibili, i truffatori avrebbero fatto comparire reti Wi-Fi dal nome "FBI" sui telefoni delle vittime. La causa accusa Bitcoin Depot di non aver fatto nulla per intercettare il pattern: prima operazione di un utente nuovo, somme alte in contanti, segnali evidenti di pressione esterna in corso.

Le truffe ai crypto-ATM in numeri

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Il caso Lacey non e' isolato. Secondo i dati della Federal Trade Commission, nel 2025 le segnalazioni di truffe agli sportelli ATM cripto negli Stati Uniti sono state 13.400, per perdite complessive di 388 milioni di dollari. Le segnalazioni sono cresciute del 23% rispetto al 2024, ma i danni economici sono saliti del 58%, segno che le frodi sono diventate piu' costose per ciascuna vittima.

Lo Stato piu' colpito e' il Texas con 57 milioni di dollari di danni, seguito dalla Florida con 32,7 milioni. Il dato piu' significativo riguarda l'eta' delle vittime: oltre il 78% del denaro perso fa capo a persone con piu' di 50 anni, spesso isolate, poco familiari con le criptovalute e vulnerabili al panico generato dalle telefonate dei finti agenti.

Il giro di vite degli Stati USA

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La risposta legislativa e' arrivata a ondate. L'Indiana e' diventato a marzo 2026 il primo Stato a vietare del tutto gli sportelli di valuta virtuale. Il Tennessee ha approvato una legge simile, in vigore dal 1 luglio 2026. Florida, Massachusetts e una dozzina di altri Stati hanno imposto limiti giornalieri (anche solo 500 dollari) e obblighi di verifica rafforzata. Il procuratore generale del Massachusetts ha denunciato Bitcoin Depot a marzo 2026, sostenendo che la societa' avesse "facilitato consapevolmente" le truffe.

Al Congresso, il senatore Dick Durbin ha presentato il "Crypto ATM Fraud Prevention Act", un pacchetto di norme che limiterebbe le transazioni, imporrebbe avvisi rinforzati e introdurrebbe finestre di rimborso per i nuovi utenti vittime di truffa. La direzione e' chiara: gli sportelli crypto sono diventati un'infrastruttura preferenziale per il riciclaggio e per le frodi agli anziani.

Cosa significa per l'Europa e per l'Italia

In Italia gli sportelli Bitcoin sono molto meno diffusi che negli Stati Uniti, ma esistono in alcune grandi citta'. Il regolamento europeo sui crypto-asset, MiCA, in vigore dal 30 dicembre 2024, sottopone i Crypto-Asset Service Provider a requisiti di antiriciclaggio e identificazione dei clienti. L'eventuale ingresso massiccio di operatori ATM in territorio italiano dovrebbe quindi gia' incrociare paletti piu' stretti di quelli che hanno permesso il modello Bitcoin Depot di prosperare oltreoceano.

Il messaggio per chi usa criptovalute, pero', vale anche da questa parte dell'Atlantico: nessuna autorita' pubblica chiede mai di depositare contanti in un crypto-ATM per "risolvere" una pratica giudiziaria. Quando arriva quella richiesta, dall'FBI o da un finto Norton, dall'Agenzia delle Entrate o dal consulente appena conosciuto, l'unica risposta corretta e' riagganciare.

Redazione La Voce Digitale

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