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Bending Spoons, 4 nuovi miliardari italiani: l'IPO a 20 miliardi

Bending Spoons, 4 nuovi miliardari italiani: l'IPO a 20 miliardi

L'app company italiana fondata a Copenaghen e poi spostata a Milano si quota al Nasdaq con il ticker BSP. Ferrari, Patarnello, Danieli e Querella ora sopra 1,3 miliardi di dollari ciascuno.

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Redazione La Voce Digitale

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Bending Spoons, la societa' italiana di software che ha trasformato un fallimento iniziale in un impero da 500 milioni di utenti, si prepara a quotarsi al Nasdaq con una valutazione attesa di 20 miliardi di dollari. L'IPO trasforma in miliardari i quattro fondatori italiani: Luca Ferrari, Francesco Patarnello, Matteo Danieli e Luca Querella. La domanda di ammissione (Form F-1) e' stata depositata alla SEC l'8 giugno 2026.

I quattro fondatori che diventano miliardari

L'apertura dei mercati attribuisce a Ferrari, CEO e cofondatore, una ricchezza personale stimata da Forbes a 1,4 miliardi di dollari. Gli altri tre cofondatori (Patarnello, Danieli, Querella) si collocano intorno a 1,3 miliardi di dollari a testa. Sono quattro nuovi nomi nella lista dei miliardari italiani, tutti sotto i 45 anni, tutti nati e cresciuti in Italia.

Ferrari, classe 1985, e' nato a Verona ed e' laureato in ingegneria gestionale all'Universita' di Padova. Ha completato la formazione con un MBA alla Copenhagen Business School: da li' nasce la decisione di avviare Bending Spoons nella capitale danese nel 2013. La sede si e' poi spostata a Milano nel 2014, dove l'azienda e' rimasta da allora.

Da 40.000 dollari a 20 miliardi

La storia di Bending Spoons inizia in modo singolare. Ferrari e i soci hanno chiuso una prima startup in perdita e si sono ritrovati con appena 40.000 dollari in tasca. Hanno deciso di provarci di nuovo, scegliendo Copenaghen perche' l'ecosistema startup europeo era piu' favorevole rispetto all'Italia di allora. Tredici anni dopo, quei 40.000 dollari sono diventati i 20 miliardi della valutazione IPO. Una scalata che non ha eguali nel panorama tecnologico italiano.

Il modello di business e' chiaro e di facile lettura: "buy and revive". Bending Spoons acquisisce app e piattaforme digitali in fase calante, le ristruttura e le rilancia con cicli di ottimizzazione tecnica e marketing. Il portafoglio dell'azienda include nomi che conosciamo tutti: Evernote, WeTransfer, Vimeo, Eventbrite, Meetup, Brightcove, StreamYard, Remini e anche la storica AOL. Insieme, queste piattaforme raggiungono oltre 500 milioni di utenti attivi.

I numeri della crescita

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I ricavi 2025 dell'azienda hanno superato i 2,6 miliardi di dollari, considerando l'integrazione delle societa' acquisite. L'EBITDA aggiustato e' previsto a 1,4 miliardi nel 2026, in crescita dai 700 milioni del 2025. Il primo trimestre 2026 ha registrato fatturati triplicati rispetto al primo trimestre dell'anno precedente, passando da 200 a 600 milioni di dollari.

La valutazione di 20 miliardi punta a un balzo dell'80% in meno di un anno: nell'ottobre 2025 un round privato da 710 milioni aveva fissato l'azienda a 11,7 miliardi. La rapida rivalutazione racconta l'appetito del mercato per il software-as-a-service profittevole e per la formula di consolidamento di Bending Spoons, che ha funzionato meglio del previsto sulle acquisizioni piu' grandi, Vimeo ed Evernote in particolare.

La squadra di banche e i dettagli dell'IPO

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La quotazione al Nasdaq Global Select Market avverra' con il ticker BSP. Il consorzio bancario incaricato comprende Goldman Sachs, JPMorgan, Allen & Co, Bank of America, BNP Paribas e Jefferies: una lineup di primo piano che conferma le ambizioni della societa'. L'obiettivo dichiarato e' raccogliere 1,5 miliardi di dollari di capitale fresco, una porzione significativa della valutazione complessiva.

La data esatta del debutto in Borsa non e' ancora stata fissata: dipendera' dal completamento dell'iter SEC e dalle condizioni di mercato nei prossimi mesi. Per la prima volta nella storia recente, un'azienda software italiana sara' quotata su uno dei principali listini americani con dimensioni paragonabili a quelle delle big tech del settore.

Cosa significa per il sistema italiano

L'IPO di Bending Spoons e' un evento simbolico per l'ecosistema tecnologico italiano. Per la prima volta una startup nata e cresciuta sul territorio raggiunge la soglia dei venti miliardi di valutazione partendo da risorse minime e senza spostarsi definitivamente all'estero. La scelta dei fondatori di mantenere la sede a Milano (oltre 600 dipendenti) e di concentrare la quotazione su Wall Street e' un compromesso che riflette i limiti strutturali della Borsa italiana per il tech: troppo piccola, troppo poco liquida per ospitare aziende di queste dimensioni.

Per i quattro fondatori il risultato, oltre al patrimonio personale, e' un punto di riferimento per chi nei prossimi anni provera' a costruire qualcosa di simile partendo dal nostro Paese. Una storia che si chiude in modo classico, e proprio per questo, rara per l'Italia.

Redazione La Voce Digitale

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