Eni investe 70 milioni in Nouveau Monde Graphite
Quota dell'11,6% nell'aumento di capitale da 297 milioni di dollari, posto in cda e lettera di intenti per 15.000 tonnellate di grafite l'anno
Eni ha chiuso il 15 maggio l'investimento da 70 milioni di dollari in Nouveau Monde Graphite (NMG), società mineraria canadese specializzata in grafite naturale per batterie. L'operazione vale l'11,6% del capitale e un posto nel consiglio di amministrazione, e si colloca dentro un aumento di capitale complessivo da 297 milioni di dollari, annunciato il 10 aprile.
L'aumento di capitale: chi sono gli altri investitori
Eni non è sola. L'aumento di NMG è stato sottoscritto anche dal Canada Growth Fund con 82 milioni di dollari e da Investissement Quebec con 61 milioni. Tre soggetti istituzionali per coprire la quota equity, mentre la parte debito poggia su 335 milioni di senior project debt firmati a marzo 2026.
I capitali serviranno ad avviare la Fase 2 della miniera di Matawinie, in Quebec, asset alla base di una catena verticalmente integrata mine-to-anode-material. A valle, Matawinie alimenterà l'impianto di materiale per anodi di Becancour, atteso al Final Investment Decision nella seconda metà del 2026.
L'accordo di offtake: 15.000 tonnellate di grafite l'anno
Insieme all'investimento, Eni ha firmato una lettera di intenti per l'offtake di 15.000 tonnellate annue di concentrato di grafite dalla Fase 2 di Matawinie, o l'equivalente in materiale attivo per anodi. Questo dettaglio sposta il senso dell'operazione: non solo finanza, ma accesso fisico alla materia prima.
La grafite è uno dei minerali critici per le batterie agli ioni di litio: senza grafite, niente anodo. La Cina copre oltre il 60% della produzione mondiale di grafite naturale e una quota ancora più alta della raffinazione. Una concentrazione che spinge Europa e Nord America a costruire filiere alternative.
Cosa cambia per Eni
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Per il gruppo italiano è il primo ingresso strutturato nella filiera dei minerali critici per la transizione energetica. Eni sta diversificando dalle attività upstream tradizionali verso chimica, biocarburanti e ora metallurgia dei materiali per batterie. Logica industriale coerente: dove c'è transizione, ci sono filiere da costruire ex novo, e chi le presidia a monte controlla margini e disponibilità.
Resta da vedere come Eni applicherà la propria chimica industriale al trattamento del concentrato e alla produzione del materiale attivo per anodi. NMG porta le risorse minerarie e il piano di sviluppo; Eni porta capitale, competenze di processo e una rete commerciale globale.
Il contesto: NMG e la filiera batterie del Quebec
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Nouveau Monde Graphite quota a New York con ticker NMG. La società ha tenuto l'assemblea generale annuale a metà maggio per ratificare il private placement, chiuso poi il 15 maggio. La sponda istituzionale canadese (Canada Growth Fund, Investissement Quebec) garantisce continuità politica al progetto: la grafite di Matawinie è classificata come strategica dal governo federale canadese, e il polo di Becancour fa parte del distretto batterie del Quebec.
Il distretto di Becancour ospita già altri attori della filiera, dai materiali catodici agli impianti di assemblaggio celle, finanziati da una serie di accordi bilaterali tra Ottawa e i principali produttori automobilistici globali. NMG punta a inserirsi come fornitore locale di materiale per anodi, e l'ingresso di Eni nel capitale ne rafforza la credibilità agli occhi degli OEM.
L'operazione segna un cambio di passo: Eni esce dalla logica del solo idrocarburo e mette capitali su un anello industriale che fino a ieri non era nel suo perimetro.